La Campania è entrata da 24 ore in zona arancione: da ieri, nuovo stop alla ristorazione, "salva" invece la didattica in presenza. Ma è caos per una mancanza di misure omogenee in tutta la regione, che ieri ha fatto registrare ancora una volta oltre 1.600 nuovi casi, che si scontrano poi con le immagini di assembramenti, movida fuori controllo e perfino, a distanza di un anno, con l'assenza delle mascherine, il dispositivo di protezione individuale "minimo" per diminuire il rischio contagio.

Da ieri, dunque, stop alla ristorazione nei locali e nei bar: resta possibile solo l'asporto e la consegna a domicilio. Ma questo non ha fermato orde di persone che sono scese in strada, complice la bella giornata, ad affollare soprattutto le vie dei capoluoghi. Da una parte le immagini di Napoli presa d'assalto dal Lungomare al Vomero, dall'altro situazioni simili anche in provincia e in altre grandi città della Campania: pochi i controlli delle forze dell'ordine, nonostante da ieri fosse vietato lasciare il proprio comune di residenza. Di fatto, nel solo capoluogo partenopeo da venerdì sera a domenica pomeriggio decine di migliaia di persone sono scese in strada, molte delle quali senza mascherina e creando pericolosi assembramenti.

Caos anche dal punto di vista delle scuole: se da una parte la zona arancione "permette" la didattica in presenza, dall'altro diversi comuni stanno optando per le chiusure di ogni ordine e grado, creando una situazione di disomogeneità sui generis. A Castellammare è di fatto "lockdown" fino al 28 febbraio, anche per le scuole, in provincia di Napoli diversi sindaci erano già ricorsi alla didattica a distanza per cercare di arginare la diffusione del contagio. E la situazione, affidata di fatto ai singoli primi cittadini, al momento rende difficile la vita per studenti, pendolari ma anche per i lavoratori con figli piccoli.

L'ultimo bollettino dell'Unità di Crisi della Protezione Civile della Campania, intanto, parla di 1.658 nuovi positivi al Coronavirus in Campania su 20.254 tamponi analizzati (di cui 3.415 antigenici), con un tasso di positività che è quasi il doppio di quello nazionale. Lo stesso RT della Campania è schizzato 1.16, ad un passo cioè da quella quota 1.25 che significherebbe il ritorno in zona rossa.