La Regione Campania ha cambiato le regole per giudicare i direttori degli ospedali

Un paziente fermo in pronto soccorso da più di otto ore, dal triage al ricovero? Da oggi quel paziente non è più solo un disagio: è un numero che può costare il posto al direttore generale dell'ospedale. È la novità che la giunta regionale della Campania mette nero su bianco con la delibera 274 dell'11 giugno 2026, il provvedimento che rende operativa la nomina dell'avvocato Nicola Cantone a direttore generale dell'azienda Ospedaliera Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" di Salerno.
Cantone, aversano, già commissario e dg del Ruggi in passato, si è insediato il 12 giugno: per lui è un ritorno alla guida del principale polo sanitario della provincia, funestato anche da una vicenda giudiziaria da cui il professionista è uscito totalmente assolto.
Ma il punto non è il nome del nuovo manager. È la griglia di valutazione che la Regione gli assegna. Si tratta della prima nomina di un vertice aziendale del Servizio Sanitario Regionale deliberata dalla giunta di Roberto Fico, e la novità del provvedimento risiede proprio negli obiettivi. Per la prima volta, accanto al tradizionale equilibrio di bilancio, il manager viene misurato sulle prestazioni reali offerte ai cittadini. Tempi in pronto soccorso, liste d'attesa per un ricovero o una visita ambulatoriale, trasparenza sull'intramoenia, spesa farmaceutica.
È necessario contestualizzare. Negli anni passati, la gestione dell'Amministrazione di Vincenzo De Luca per portare fuori dalla crisi economica il sistema sanitario regionale, valutava le aziende ospedaliere universitarie attorno a quattro parametri prevalentemente burocratici: tempi di pagamento, rete dei laboratori, fascicolo sanitario elettronico, primo ciclo terapeutico. I risultati? Sicuramente rilevanti dal punto di vista economico, ma liste d'attesa ed efficienza del sistema per i cittadini sono una vergogna indiscutibile, sotto gli occhi di tutti.
La Campania è di recente rientrata dal piano di crisi, indubbiamente merito anche di queste misure draconiane che hanno però causato tanti problemi. Ora il mandato introduce obiettivi clinici stringenti, concentrati sull'emergenza-urgenza. Tre i più concreti: la riduzione della quota di pazienti che restano in pronto soccorso oltre 8 ore; il taglio delle permanenze in Osservazione Breve Intensiva, oltre le 44 ore e degli accessi Obi inappropriati. E il miglioramento dell'appropriatezza nella gestione degli infarti (Ima-Stemi), con l'obiettivo dichiarato di ridurre la mortalità a 30 giorni.
Cambia anche la trasparenza sulle criticità. Quando ad esempio succede qualcosa di grave in ospedale, un cosiddetto «evento sentinella» e scatta il sistema di segnalazione Simes, il direttore deve garantire la segnalazione puntuale che significa anche comunicare alla Regione Campania e all'assessorato alla Sanità qualsiasi circostanza rilevante entro e non oltre 24 ore. Questo elemento non può non far pensare alla tragica vicenda del piccolo Domenico Caliendo, morto dopo un trapianto di cuore all'ospedale Monaldi: in quel caso la "cinghia di trasmissione" fece arrivare in inspiegabile ritardo la notizia ai piani alti di Palazzo Santa Lucia.
Quello che è stato fatto per il Ruggi sarà fatto anche per altre nomine. Quindi capire quali sono le regole d'ingaggio è fondamentale. Ad esempio il rispetto dei tempi massimi per le classi di priorità e e l'obbligo di avviare la riduzione della spesa farmaceutica e per i dispositivi medici rispetto all'anno precedente. Nel sistema precedente il punteggio serviva ad assegnare un premio economico, fino al 20% dello stipendio. Nel nuovo corso gli obiettivi diventano vincolanti per la permanenza stessa nell'incarico: la Regione verificherà i risultati dopo 24 mesi per decidere la riconferma. Il mancato raggiungimento dell'equilibrio economico o dei LEA viene qualificato come «grave inadempimento contrattuale» e costituisce causa immediata di decadenza e risoluzione del contratto.
A sancire la cornice politica è Fico: «L'avvocato Cantone ha sottoscritto formalmente una rigorosa dichiarazione di indipendenza. Si tratta di un passaggio culturale per noi fondamentale, che risponde all'obiettivo primario di questa giunta: la politica deve rimanere tassativamente fuori dalla gestione delle Asl e dagli ospedali».