Presidenza Fico in Regione Campania

La Regione Campania ha cambiato i criteri con cui finanzia la sanità privata accreditata

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Capo cronaca Napoli
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Roberto Fico / foto GettyImages
La giunta Fico ha superato la spesa storica e ha legato parte dei budget delle cliniche ai risultati: le strutture hanno tempo fino al 31 ottobre per firmare.

Un mese di tempo, fino al 31 ottobre, per firmare un contratto che porta 27 milioni di euro (da 755 milioni a 777) in più rispetto al 2025 ma chiede in cambio di rinunciare a ogni ricorso contro la Regione Campania. È il bivio davanti al quale si trovano le strutture sanitarie private accreditate dopo un corposo pacchetto di provvedimenti approvati dalla Giunta regionale guidata da Roberto Fico. Chi non sottoscrive il contratto con la propria Asl, o lo firma apponendo riserve, vede sospesi i pagamenti e il rapporto di accreditamento istituzionale. Lo prevedono gli atti, che fissano la scadenza al 31 ottobre 2026.

Le strutture private già da giorni avevano sospeso i ricoveri programmati, la tensione era rapidamente salita in questi giorni, in Consiglio regionale sono state depositare le prime interrogazioni dell'opposizione di centrodestra e dei deluchiani sul caso sanità privata. Ieri Fico ha anticipato la giunta, di solito convocata il giovedì, e licenziato una serie di delibere che riguardano l'acquisto di prestazioni dal privato accreditato e l'adeguamento del sistema regionale alle nuove tariffe nazionali.

Il primo atto definisce la programmazione 2026 per le prestazioni ospedaliere e stabilisce il limite di spesa di ogni singola casa di cura. Il nuovo livello di finanziamento sarà anche la base di partenza per il 2027, che potrà essere ulteriormente incrementato. La Regione si è inoltre impegnata a valutare incentivi legati alla mobilità sanitaria tra regioni e riconoscimenti per le strutture di riferimento nelle reti per le patologie tempo-dipendenti.

Il contesto è quello dell'uscita della Campania dal piano di rientro dal disavanzo sanitario, sancita a marzo 2026. Finita la stagione commissariale, la giunta prova a superare il finanziamento basato sulla «spesa storica». In pratica, il budget di ogni struttura si divide in una quota base, legata ai posti letto accreditati, e in una quota di performance, agganciata a obiettivi di qualità, funzioni speciali e incentivi territoriali. Sulla quota base scatta un taglio generalizzato dell'1%, così la parte del budget che dipende dai risultati sale dal 21% al 22% della spesa destinata alle case di cura.

Le penalità sono il passaggio più delicato per le cliniche. La remunerazione variabile è legata a tre indicatori del Nuovo sistema di garanzia dei Lea. Sui parti cesarei primari perde chi supera la media regionale e guadagna chi resta sotto. Per le fratture di femore negli over 65 le strutture devono operare entro 48 ore dal ricovero o dall'accesso in pronto soccorso almeno il 60% dei pazienti, con un minimo di 75 interventi l'anno. Per la colecistectomia laparoscopica la dimissione deve avvenire entro tre giorni in almeno il 70% dei casi, con un minimo di 100 interventi annui. Chi resta sotto le soglie subisce decurtazioni dirette sui rimborsi.

Due fondi puntano a risolvere i nodi storici della sanità campana. Contro la mobilità passiva, i cosiddetti «viaggi della speranza» verso altre regioni, sono previsti 45 milioni di euro per la media e bassa complessità e 85 milioni per l'alta specialità. Per alleggerire i pronto soccorso, un aumento dello 0,5% del limite di spesa statale viene vincolato all'acquisto di posti letto di medicina generale, riabilitazione e lungodegenza, con precedenza alle strutture pronte a prendere in carico i pazienti fermi nei reparti d'emergenza.

Sulla riabilitazione ospedaliera e la lungodegenza la Regione recepisce le nuove tariffe nazionali per i ricoveri iniziati dal 1° luglio 2026. Le strutture pubbliche e gli Irccs ricevono il 100% delle tariffe massime nazionali. Alle case di cura private non va il 100%, ma va il 96% per la riabilitazione funzionale, il 95% per la lungodegenza e il 90% per unità spinali e neuroriabilitazione. Sono aggiornate anche le tariffe dell'assistenza protesica su misura, per le prestazioni prescritte dal 21 settembre 2026.

Capitolo a parte per la dialisi ambulatoriale, trattamento salvavita per il quale la giunta alza il limite di spesa 2026. La programmazione si basa su 750mila prestazioni con un costo medio di 195,16 euro ciascuna, per un valore complessivo che supera i 146 milioni di euro. Il tetto qui è meno rigido. Le Asl possono autorizzare acconti oltre il budget iniziale, a consuntivo si compensa prima tra i centri della stessa Asl e poi tra Asl in avanzo e in disavanzo. Sullo sforamento residuo viene riconosciuto il 65% della tariffa.

Roberto Fico rivendica il metodo: «Questi provvedimenti sono adottati all'esito di un confronto che abbiamo avuto in queste settimane con le rappresentanze del comparto. La Regione ha mantenuto aperto il dialogo e lo manterrà anche nel tempo a venire, assumendo poi le proprie determinazioni con responsabilità e autonomia». Sul vincolo dei conti il presidente non lascia margini: «Le risorse sono destinate nel perimetro fissato dalla legge statale sulla spesa per l'acquisto di prestazioni dai privati accreditati, che resta un vincolo pieno. La tenuta dei conti ha consentito alla Regione di uscire dal piano di rientro ed è la condizione per restarne fuori, a tutela di tutti, strutture comprese». Dal prossimo anno, ha precisato Fico, i criteri per determinare i tetti saranno definiti all'inizio dell'esercizio e non a stagione avanzata. Per le case di cura il primo banco di prova è il 31 ottobre.

«Superare la gestione delle singole emergenze e aprire una nuova fase per la sanità privata accreditata del territorio, mettendo insieme diritto alla salute, salvaguardia dei livelli occupazionali, qualità dell’assistenza, rispetto dei contratti e modernizzazione delle regole»  Questo il commento dei segretari generali della Cisl Fp della Campania Luigi D’Emilio e della Uil Napoli e Campania Vincenzo Torino sul confronto che il presidente della Regione  ha avuto con i sindacati, accogliendo l’appello delle organizzazioni a intervenire nella vertenza del comparto, a seguito del blocco dei ricoveri programmati e delle prospettate ripercussioni sui lavoratori e sulla continuità assistenziale. Il confronto proseguirà martedì 6 ottobre, con il tavolo tecnico regionale dedicato alla rivisitazione dei requisiti di accreditamento.

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