video suggerito
video suggerito

La provocazione di Borrelli: va davanti a Napolitano Store a scrivere che è sotto sequestro

L’incursione di Francesco Borrelli davanti al negozio Napolitano Store, chiuso dopo il maxi sequestro della Finanza.
A cura di Redazione Napoli
112 CONDIVISIONI
Immagine

«Napolitano Store e le bugie scritte all'ingresso del locale sequestrato»: così Francesco Emilio Borrelli, parlamentare di Alleanza Verdi-Sinistra intitola una sua "incursione" con tanto di diretta social in centro a Napoli davanti al negozio "Napolitano Store" di Angelo Napolitano, il commerciante-tiktoker finito nella bufera poiché oggetto di pesanti sequestri da parte della Guardia di Finanza con ipotesi d'accusa che dalla frode sull'Iva alle fatture false. La Finanza non ha nemmeno nominato un amministrazione giudiziario per far continuare il commercio: ha totalmente chiuso l'attività.

Ovviamente Napolitano è sotto accusa ma la sua difesa è convinta di poter spiegare l'accaduto e far tornare regolarmente aperto il negozio. Ma Borrelli incalza. E il suo coupe de theatre si realizza quando prende una penna e punta all'avviso messo davanti all'ingresso: «Momentaneamente siamo chiusi per inventario. Grazie e scusatemi per il disagio». Il parlamentare chiosa a mano l'avviso: «Il locale è stato sequestrato dalla Finanza e dalla Procura di Nola, non c'è alcun inventario in corso».

E poi in diretta sbotta: «Chiuso per inventario? Ma quale inventario, l'inventario ve lo sta facendo la Guardia di Finanza e la magistratura – dice il deputato davanti al negozio chiuso – perché ha truffato il prossimo».

Nonostante il sequestro del compendio aziendale, l’imprenditore Angelo Napolitano non ha smesso di vendere. Il motivo è presto detto: le nuove sedi sono, evidentemente, gestite da soggetti, ovvero da società diverse da quella sottoposta al pesante provvedimento di sequestro e chiusura attività.

112 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views