La perizia sulla morte di Domenico Caliendo ha stabilito che il bambino poteva essere salvato con un cuore artificiale
Emergono i primi dettagli sulla super perizia disposta dagli inquirenti nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni e mezzo morto nel febbraio del 2026 all'ospedale Monaldi di Napoli, dopo un trapianto di cuore fallito. Secondo la super perizia, disposta dal gip di Napoli e depositata in vista dell'incidente probatorio, che si terrà il 12 e il 13 novembre, il Berlin Heart, detto comunemente anche cuore artificiale, dispositivo meccanico che sostituisce le funzioni del cuore e che avrebbe potuto salvare il bimbo. "Se entro 72 ore fosse stato collegato al Berlin Heart, il cuore artificiale extracorporeo, Domenico sarebbe stato ritrapiantabile e avrebbe avuto una percentuale di riuscita di oltre il 70%, lo scrivono i periti del gip nella loro relazione di 553 pagine, per questo chiedo che la Procura valuti l'ipotesi di contestare l'omicidio volontario al posto del colposo" ha dichiarato l'avvocato Francesco Petruzzi, legale che rappresenta la mamma di Domenico, Patrizia Mercolino, e tutta la famiglia.
Le domande di Petruzzi, avvocato della famiglia Caliendo-Mercolino
"I periti sostengono che una cardiectomia anticipata può essere eseguita e che in caso di specie è stata eseguita prima dell'apertura del frigo box. Ma allora perché Guido Oppido nel diario clinico sottoscrive che l'ha fatto invece contemporaneamente all'apertura del frigo?" si è chiesto, ancora, l'avvocato Petruzzi. Dopo che a Domenico Caliendo venne trapiantato un cuore "bruciato", dunque inutilizzabile, il bimbo venne attaccato all'Ecmo, macchinario che garantisce le funzioni vitali. Il 17 febbraio, pochi giorni prima della morte, si rese disponibile un nuovo cuore per il bimbo, che però fu ritenuto non trapiantabile a causa della compromissione degli altri organi causata proprio dal prolungato utilizzo dell'Ecmo. Secondo i periti, l'utilizzo del Berlin Heart invece dell'Ecmo avrebbe fatto sì che Domenico potesse nuovamente sottoporsi a trapianto, aumentando così le sue probabilità di sopravvivenza.
Oggi Oppido e Bergonzoni, due dei medici indagati, davanti al Riesame
Per la morte di Domenico Caliendo sono indagati sette medici dell'ospedale Monaldi. Tra questi, il cardiochirurgo Guido Oppido – che ha eseguito materialmente il trapianto – e la sua vice, la dottoressa Emma Bergonzoni, sono indagati anche per aver falsificato la cartella clinica del bambino e sono stati sospesi dall'esercizio della professione, il primo per 12 mesi, la seconda per 7 mesi. Oggi, il Tribunale del Riesame ha rinviato all'udienza del prossimo 21 settembre la decisione sull'annullamento della sospensione per Oppido; per quanto riguarda la dottoressa Bergonzoni, il Riesame dovrebbe decidere prossimamente.