Volo Napoli-Basilea, bimbo fa 2 anni il giorno della partenza: EasyJet nega il viaggio a tutta la famiglia
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All'Aeroporto di Napoli-Capodichino una famiglia resta bloccata a terra prima della partenza del volo per Basilea, perché il figlioletto ha compiuto i due anni proprio nel giorno del rientro in Svizzera. Fino a 24 ore prima, il bimbo per la compagnia aerea EasyJet era considerato un infante e poteva stare in braccio alla mamma. Il giorno dopo, invece, per lui era necessario un posto a sedere come per gli adulti. È accaduto lunedì scorso, 7 settembre. A raccontare la disavventura a Fanpage.it è la mamma del piccolo, Chiara Laurito, originaria della provincia di Salerno, ma che vive a Basilea, assieme al compagno spagnolo e al loro figlioletto di 2 anni.
La famigliola, secondo quanto riferito, aveva comprato i biglietti per un viaggio da Basilea, in Svizzera, dove vive, a Napoli, quando il bimbo non aveva ancora compiuto i due anni, utilizzando l'app di EasyJet. Al momento della prenotazione del volo di andata e ritorno, l'applicazione avrebbe consentito l'acquisto senza problemi. "Avevamo acquistato un viaggio di andata e ritorno da Basilea a Napoli con easyJet – racconta Chiara – Il volo di ritorno era previsto per lunedì 7 settembre, alle ore 18:00, proprio nel giorno in cui nostro figlio compie due anni. Siamo arrivati all’aeroporto di Napoli e, intorno alle 15:30, abbiamo consegnato regolarmente la valigia al banco check-in. Ci sono state stampate le carte d’imbarco e abbiamo raggiunto il gate, convinti di poter rientrare a casa".
La famiglia: "Bloccati al gate, dopo i check-in"
Quando arrivano al gate, però, i tre vengono bloccati. "Durante il controllo dei biglietti – riprende la donna – il personale ci ha chiesto l’età del bambino. Dopo un periodo di attesa senza spiegazioni chiare, un’hostess si è avvicinata e ci ha comunicato che saremmo rimasti a terra. Non ci è stata proposta alcuna soluzione alternativa: ci è stato semplicemente detto che quel giorno non saremmo partiti. Nel frattempo nostro figlio piangeva continuamente. Ci siamo ritrovati a cercare di tranquillizzarlo mentre cercavamo, senza ricevere indicazioni concrete, di capire cosa stesse succedendo e come avremmo potuto tornare a casa. Eravamo disponibili a pagare anche un supplemento o una penale, ma il personale è stato irremovibile e siamo stati mandati via".
La famiglia viene quindi invitata a lasciare il gate. Vengono sbarcati i bagagli. "Siamo rimasti bloccati a Napoli – prosegue Chiara – Siamo tornati disperati in biglietteria, e abbiamo cercato autonomamente altre possibilità. Avevamo individuato un volo per Zurigo, ma mentre cercavamo di capire come risolvere la situazione, anche questa alternativa è diventata indisponibile. Siamo per fortuna riusciti a partire poi il giorno dopo, pagando 150 euro ogni biglietto oltre a 100 euro di hotel per la notte a Napoli non prevista. Ci siamo quindi ritrovati a dover affrontare una spesa potenzialmente molto elevata per rientrare in Svizzera, dopo aver già acquistato e pagato il nostro viaggio di ritorno".
La replica di EasyJet: "Decisione per motivi di sicurezza"
EasyJet, contattata da Fanpage.it, ha poi spiegato quanto accaduto, rammaricandosi per il mancato viaggio. "Siamo dispiaciuti che la famiglia non abbia potuto volare sul volo EJU4229 da napoli a Basilea lo scorso 7 settembre. La nostra policy riporta chiaramente che qualora il minore sia maggiore di due anni o compia due anni durante il viaggio si rende necessario acquistare per lui un sedile a parte. Per motivi di sicurezza infatti dal compimento dei due anni di età non è più possibile volare in braccio ai genitori. Ci dispiace che questo abbia recato disagi ma la sicurezza di passeggeri ed equipaggi è sempre la nostra priorità".
La compagnia aerea britannica, insomma, conferma che, a suo giudizio, lo staff di terra avrebbe agito correttamente e avrebbe applicato la procedura prevista dalla policy che dice: "Se il tuo bambino è maggiore di 2 anni o compie due anni mentre siete in viaggio è necessario acquistare un posto separato". La motivazione, come spiegato da EasyJet, sarebbe legata a motivi di sicurezza: dall'età di due anni non è più consentito volare in braccio.
Rifiutato anche il rimborso
Alla famiglia è stato poi negato anche il rimborso. Dopo aver fatto una richiesta di risarcimento, la compagnia ha infatti risposto con una email del servizio clienti di EasyJet, respingendo l'istanza. "Dopo aver controllato la prenotazione – si legge nel documento – vediamo che non ti è stato negato l'imbarco per motivi commerciali o operativi. Queste sono le uniche 2 condizioni in cui puoi richiedere un risarcimento. Pertanto, abbiamo respinto il tuo reclamo che ci hai inviato. Pertanto, questo caso di "Rifiuto del trasporto" non soddisfa i criteri di ammissibilità per le richieste di risarcimento ai sensi delle linee guida del Regolamento".
"Questa vicenda ci ha lasciati profondamente amareggiati – commenta la signora Laurito – Abbiamo comprato i biglietti in buona fede. Eravamo tranquilli perché l'app ci aveva consentito l'acquisto e avevamo avuto assegnati anche i posti, sia all'andata che al ritorno. Siamo consapevoli che al compimento dei due anni possano cambiare le regole relative al posto del bambino. Proprio per questo chiediamo di capire perché il problema non sia stato individuato o risolto al momento della prenotazione, del check-in o dell’emissione delle carte d’imbarco, e perché siamo stati informati soltanto al gate, quando ormai le possibilità di trovare una soluzione erano molto limitate. Vorremmo inoltre sapere quale assistenza avrebbe dovuto esserci offerta e se la gestione del nostro caso sia stata conforme alle procedure previste. Non chiediamo un trattamento di favore, ma spiegazioni, trasparenza e una soluzione concreta per poter rientrare a casa con nostro figlio. Riteniamo importante raccontare quanto accaduto affinché altre famiglie possano essere informate e non si trovino nella stessa situazione".