12 Gennaio 2022
8:16

La lettera dei genitori ai ragazzi delle scuole in sciopero: “Giusto lottare, ma tornate in classe”

Una lettera aperta agli studenti delle scuole superiori in sciopero, firmata da alcuni genitori, circola nelle chat scolastiche: condivide la protesta, ma non l’astensione dalle lezioni.
A cura di Redazione Napoli
Foto repertorio
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Nelle ultime ore in Campania si stanno moltiplicando i casi di istituti superiori in sciopero: gli studenti rivendicano il diritto all'istruzione in sicurezza rispetto l'attuale fase di pandemia Covid-19: aule a norma, distribuzione di mascherine Ffp2 e tamponi gratuiti. Gli scioperi arrivano dopo la battaglia contro la Dad imposta da una ordinanza della Regione Campania, sconfessata dal Tribunale amministrativo.

Ora però parlano anche i genitori: la lettera che segue, firmata «alcuni genitori» si è diffusa a macchia d'olio sulle chat Whatsapp dei genitori, nei gruppi Facebook delle scuole, fra gli studenti, nei collettivi scolastici e nei coordinamenti No-Dad. Propone una riflessione che non è contro gli studenti, ma dice no all'astensione dalle lezioni.

Non è chiaro chi sia l'autore o chi siano gli autori della lettera aperta. Se si tratti di un testo reso virale dal "copiaincolla" sui gruppi o se chi l'ha scritta pensava ad una scuola o ad uno studente in particolare. Fatto sta che la missiva è documentata e ben scritta e le sue argomentazioni stanno diventando oggetto di discussione fra dirigenti scolastici, docenti, studenti e genitori.

Ecco, dunque, la lettera dei genitori napoletani agli studenti di scuole superiori in sciopero:

Cari ragazzi in protesta, questo scritto è per voi.
Siamo stati felici di verificare che nonostante la stanchezza, le delusioni, i timori che hanno accompagnato questa ennesima ondata di pandemia non si è spento in voi il focolaio della speranza di poter costruire un mondo migliore, nello specifico una scuola migliore.
E l’idea di creare un movimento (la cui natura è senza dubbio politica) di persone protese verso questi obbiettivi ci sembra un’ottima cosa, da appoggiare certamente.

E quindi in primis sappiate che noi ci siamo.

Abbiamo letto con attenzione la vostra comunicazione sulle ragioni dello sciopero che state portando avanti dal 10 gennaio, e dobbiamo dire che nessuna rivendicazione e nessuna questione sollevata dai Comitati studenteschi è trascurabile perché assolutamente degna di attenzione e meritoria nell’intenzione. Innegabile è l’esigenza di tutela della salute, sia del singolo in quanto tale che della collettività, che certamente impone una seria riflessione sulla campagna vaccinale; sui dispositivi di protezione individuale, sul rispetto della distanza di sicurezza in aula e anche sui trasporti locali.
Condividiamo tutto! Come potrebbe essere diversamente?

Per quanto la protesta sia nata da argomentazioni di primario interesse, è fuor di dubbio che nessuna di queste potrà mai esser risolta nel giro di una settimana o di un mese, ma richiede concertazioni e decisioni che necessitano di tempi molto più lunghi e soprattutto di persone competenti. Sì perché di una cosa siamo certi: nulla si cambia, nulla si può migliorare senza le necessarie competenze.

Non è vero che l’aver abbandonato le aule è l’unico strumento che possedete per ottenere risposte, per far sentire la vostra voce. Anzi, è di certo la via perché non possiate essere mai in grado non solo di ottenere le risposte che cercate, ma neppure di potervi mai un giorno sedere a quei tavoli di concertazione che potrebbero dar corso ad una società (e soprattutto un'amministrazione di questa società) in modo più equo e giusto.

Vi siete vaccinati, eppure siete quelli che in questo disastro hanno maturato il disagio più grande, vi hanno privato di tutto quanto scandiva le vostre giornate, componeva il vostro mondo e anche della scuola. Chi vi spinge a restarne fuori vi vuole inermi, acritici, incapaci non di scatenare ma di costruire una vera lotta per una riforma che possa mai attuarsi. Ed è proprio questo il punto: non basta scatenare la protesta, occorre indirizzarla nel medio e lungo periodo perché produca un risultato.

L’impennata dei contagi è di fatto avvenuta nel periodo delle vacanze natalizie, a scuole chiuse ma ad esercizi commerciali aperti perché l’economia purtroppo non può subire ulteriori stop. E dunque, davanti all’emergenza, cosa sacrificare? Gli unici ancora una volta siete stati voi, voi sui quali in questo paese non si investe da mai, quelli che contano di meno, forse proprio perché ancora non votate.

Non vi fate rubare il futuro! Tornate in aula e non permetterete a nessuno di imbavagliarvi. Bevete di ogni singola goccia di sapere. Criticate costruttivamente.
Trovate alternative percorribili. Assicuratevi il vostro sacrosanto diritto di sapere!

Vogliamo più sicurezza? Chiediamo un accordo su base regionale per il quale lo screening della platea scolastica si possa fare in modo capillare, non a campione, e in tempi rapidi.
Approfondiamo insieme e diffondiamo le nozioni scientifiche che sono alla base dei vaccini e promuoviamoli tra i nostri amici e compagni. Chiedete ai docenti, invitiamo persone qualificate a parlarne.

Affrontiamo la questione dei trasporti cittadini documentandoci, per sapere quali investimenti sono stati fatti e in che misura. Offriamo soluzioni.

Consentiteci di consigliarvi strade che non conducano solo a dire di voi che le vostre sono scuse per saltare le interrogazioni o i compiti in classe, ma che questo fermento è lo sperato risveglio dall’ipocrisia, dalle false aspettative adulte, dall’immobilismo politico giovanile.

Per costruire il movimento cui fate cenno occorrono diverse cose e prima di tutto l’amore per la vostra identità e il riconoscimento dell’istituzione scolastica come necessario presidio per accrescere e preservare quell’identità.

Armatevi quindi di poche cose.
La pazienza: quella che abbiamo imparato noi genitori nel crescervi attendendo che passo dopo passo imparaste a correre lontano da noi.
La costanza: quella che non ti permette di mollare mai.
La determinazione: quella che ti porta all’obbiettivo prefissato.

Ma non privatevi mai della cultura e quindi della scuola, qualunque essa sia, comunque essa sia anche un tantino sgarrupata, purché sia il luogo dove ancora crescono le persone e nascono le loro idee.
Tornate a scuola e pretendete tutto ciò che vi spetta, tutti i giorni.

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