La Fiat 500 rubata a Bari girava a Napoli col pezzotto: targa e documenti di un’auto quasi identica
Il sistema, grosso modo, funziona così: si utilizza una targa di cui si è in possesso e la si appone su un veicolo dello stesso modello, di provenienza chiaramente illegale; in questo modo il proprietario, piuttosto che riparare la sua vettura, la "sostituisce" con un'altra. E il meccanismo, ad un veloce controllo, può anche funzionare: la targa è valida, il veicolo sembra corrispondere. Diversa storia quando si passa ad accertamenti più approfonditi. Ed è quello che è successo con una Fiat 500 intercettata dalla Polizia Metropolitana nella zona della Stazione Centrale di Napoli e risultata essere stata rubata all'inizio di luglio in provincia di Bari.
La vettura è stata recuperata nell'ambito dei controlli svolti dal NISA, Nucleo Investigativo Stradale Ambientale, guidato dal tenente Giuseppe Sacco, sotto il coordinamento della comandante della Polizia Metropolitana Lucia Rea. Il trucco è stato svelato da un piccolo particolare, difficile da notare: i documenti sembravano in regola, ma l'anno di immatricolazione riportato non corrispondeva a quel modello che gli agenti stavano controllando. Si trattava, insomma, di un'altra vettura.
Sono partite così verifiche più approfondite ed è stato accertato che l'automobile, in realtà, era stata rubata a Bari, la targa originale era stata sostituita con quella di una simile e, probabilmente da poco dopo il furto, la Fiat aveva ripreso a circolare a qualche centinaio di chilometri di distanza utilizzando anche i documenti dell'altra. La vettura è stata recuperata e sottoposta a sequestro penale; è stata inoltre informata l'Autorità Giudiziaria.