La donna chiede l’aiuto del boss del rione Sanità: “Ho un problema con l’ex di mia figlia, la insulta continuamente”

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A cura di Nico Falco
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Da una intercettazione sul clan Savarese-Sequino del rione Sanità emerge il ruolo dei boss, che si ponevano anche come risolutori di problemi di semplici cittadini.

Il circolo ricreativo come "base operativa", il boss del clan di camorra che diventa punto di riferimento anche per i problemi dei residenti, che si rivolgono a lui quando, probabilmente, non sanno a chi chiedere aiuto. Uno scenario che ricorda "Il sindaco del rione Sanità" (l'opera teatrale di Eduardo de Filippo e l'adattamento in chiave moderna firmato dal regista Mario Martone), quello che emerge dall'ordinanza contro il clan Sequino-Savarese, egemone, appunto, nel rione del centro storico di Napoli.

Le intercettazioni, in ambientale, risalgono al giugno 2023 e sono state effettuate nel circolo ricreativo "Madonna di Pompei", evidentemente luogo di ritrovo di personaggi legati al gruppo criminale. È tra quelle mura che un uomo parla con Carmine Grosso, affinché contatti Vincenzo Pirozzi (entrambi tra i destinatari della misura cautelare eseguita il 3 marzo dai carabinieri).

L'affare è in un settore in cui la camorra è già ben presente: il recupero crediti. Un negoziante della zona è in procinto di cessare l'attività, ma ha molti crediti che non riesce a riscuotere. E qui entra in gioco il clan: può andare a riscuotere e trattenere una percentuale del denaro.

Ma a impressionare di più è l'altro dialogo, risalente a qualche giorno prima e che coinvolge nuovamente Grosso. Questa volta a rivolgersi a lui è una donna del quartiere, che chiede aiuto per una situazione che l'ha esasperata: l'ex fidanzato della figlia, dice, insulta continuamente sia lei che la ragazza. E Grosso non si scompone, facendo intuire che, probabilmente, non è la prima volta che interventi del genere vengono chiesti: dice che riferirà al "Picuozzo" e al "Mellone", ovvero a Vincenzo Pirozzi e a Salvatore Savarese (anche lui tra i destinatari della misura), ritenuti dagli inquirenti i due capi del clan.

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