Casina vanvitelliana
in foto: La Casina Vanvitelliana al tramonto.

La Casina vanvitelliana è una suggestiva costruzione all’interno dell’omonimo parco sul lago del Fusaro a Bacoli, in provincia di Napoli. Un tempo riserva di caccia e pesca dei Borbone, oggi, nonostante dei lavori di ristrutturazione svolti nei primi anni del 2000, non è in ottime condizioni, eppure non perde il suo fascino. L'atmosfera è da favola al punto da far ribattezzare la costruzione Casina di Pinocchio, perchè ricorda la casa della Fata turchina nel celebre sceneggiato del '72 con la regia di Luigi Comencini.

Interni, orari e prezzi della Casina vanvitelliana

La Casina vanvitelliana al momento è aperta solo grazie all’opera di volontari che hanno lottato fin dal 1978 per tenere aperta la struttura e il parco che la circonda. È possibile visitare il complesso il venerdì e il sabato dalle 15:00 alle 17:00, mentre la domenica è aperta anche la mattina dalle 10:00 alle 13:00. Il biglietto costa 3 euro. Per ulteriori informazioni e aperture straordinarie vi consigliamo di controllare il sito ufficiale della Casina vanvitelliana o la pagina Facebook ufficiale. Altrimenti potete chiamare ai numeri 3484288342 – 3381069841 o scrivere all’indirizzo email casina@parcovanvitelliano.it.

Come arrivare alla casina borbonica

 

L’ingresso per visitare la Casina Vanvitelliana si trova a Piazza Gioacchino Rossini, 2, sul Lago Fusaro a Bacoli. Per arrivare in macchina bisogna prendere la tangenziale, uscire a Pozzuoli, uscita n.14, e seguire le indicazioni prima per Bacoli e poi per Baia-Fusaro. All’esterno c’è un parcheggio non custodito in cui potete parcheggiare l’automobile.

Se arrivate coi mezzi pubblici potete prendere la linea 2 della metropolitana in direzione Pozzuoli e scendere a Napoli-Montesanto. A circa 100 m si trova la fermata della linea Napoli-Torregaveta della Cumana che vi lascerà proprio alla fermata Fusaro. Se preferite c’è anche la linea Sepsa Montesanto-Torregaveta che ferma proprio a Fusaro.

La storia del Parco vanvitelliano

Abbandonata dopo l’epoca romana, l’area del parco Vanvitelliano fu adibita a riserva di caccia nel 1752, quando la zona era scarsamente popolata. A iniziare i lavori fu Luigi Vanvitelli, già architetto della Reggia di Caserta, per volere di Carlo III, ma a portarli a termine nel 1782 fu suo figlio Carlo, su richiesta di Ferdinando IV di Borbone. La Casina vanvitelliana è stata costruita su un isolotto leggermente distante dalla riva, alla quale oggi è collegata da un pontile in legno. Con una pianta composta da tre ottagoni intersecati, la casina vanvitelliana appare quasi come una pagoda che si erge sul lago Fusaro, abbellita con ampie vetrate su tutti i suoi lati. Molti sono i personaggi illustri  che nel tempo sono stati ospiti all’interno della Casina vanvitelliana, tra i quali ricordiamo Mozart, Giochino Rossini, ma anche reali come lo Zar di Russia e Francesco II Imperatore d’Austria e, negli anni ’50, l’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Durante i moti del 1799, che diedero vita alla breve Repubblica napoletana, andarono persi i dipinti del pittore tedesco Jakob Philipp Hackert raffiguranti le quattro stagioni. I Borbone li avevano spostati dalle residenze di San Leucio alla Casina Vanvitelli, dove c’era anche un omaggio dello stesso pittore, il dipinto a olio su tela “Ferdinando IV a caccia di folaghe nel lago Fusaro”. Oggi è ancora possibile ammirare questo dipinto all’interno della Reggia di Capodimonte. Come già detto, sia nel parco che nella Casina è rimasto ben poco degli sfarzi del passato a causa dell’incuria e dell'abbandono delle amministrazioni locali, ma continua ad essere uno spettacolo, specie al tramonto.