La canzone classica napoletana candidata a patrimonio Unesco: l’annuncio su Rai Uno

"La canzone classica napoletana candidata a patrimonio dell'Unesco". L'annuncio, anticipato dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, arriva in diretta su Rai Uno da Milly Carlucci, nel corso del programma "Campioni del mondo – Italia loves Unesco", all'Arena di Verona. Lo spettacolo celebra l'Italia come nazione con maggior numero di siti Unesco al mondo, da ultimi l'opera lirica e la cucina italiana. La canzone napoletana vanta successi intramontabili della musica contemporanea, ‘O sole mio, pubblicata nel 1898, solo per citarne una delle più celebri, è cantata ancora oggi in tutto il mondo ed è entrata anche nel repertorio dei massimi cantanti lirici al mondo. Sul palco dell'Arena di Verona anche Massimo Ranieri, che ha cantato "Te voglio bene assaje".
Due anni per completare l'iter con l'Unesco
La candidatura della canzone napoletana a patrimonio Culturale Immateriale Unesco è stata avviata ufficialmente dai ministeri della Cultura e del Turismo, con l’obiettivo di riconoscerla ufficialmente una tradizione musicale. L'iscrizione richiederà circa due anni di lavoro. "La canzone napoletana classica – ha affermato il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, intervenendo ai microfoni di RTL 102.5 – è una cultura fondamentale nel mondo e merita il riconoscimento dell'Unesco. Da subito si metterà al lavoro il comitato incaricato di redigere il dossier scientifico della candidatura. A coordinarlo sarà Renzo Arbore. Per circa un anno verrà predisposta tutta la documentazione necessaria e l'obiettivo è arrivare alla conclusione dell'iter nel dicembre 2028″.
L'annuncio in prima serata su Rai Uno
La candidatura è stata presentata davanti ai 100 delegati Unesco provenienti da 40 Paesi presenti oggi a Verona per la manifestazione. Presenti i ministri del Turismo, Gianmarco Mazzi, della Cultura, Alessandro Giuli, dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani e per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti. "Abbiamo deciso di candidarla – ha detto Mazzi – perché la consideriamo un patrimonio mondiale. L'Unesco considera il napoletano una lingua originale derivata dal latino e non un semplice dialetto. La canzone napoletana classica rappresenta quindi un'eredità culturale straordinaria che merita questo riconoscimento".
L'America's Cup e la musica
Mazzi ha ricordato anche l'appuntamento dell'America's Cup in programma a Napoli nel 2027, indicandolo come una possibile occasione per promuovere la candidatura attraverso eventi e concerti dedicati alla tradizione musicale partenopea. "L'Italia – ha detto – è la più grande potenza culturale del mondo. Abbiamo più siti patrimonio mondiale della Cina, che è 32 volte più grande di noi. Dobbiamo continuare a valorizzare questa forza culturale".