La “barriera corallina” di Napoli: svelato in un video l’arcobaleno marino unico nel Mediterraneo

Sotto la superficie del mare di Napoli c'è una "barriera corallina". Enormi banchi rocciosi che pullulano di coralli, pesci, spugne, briozoi, ascidie, gorgonie, molluschi, crostacei e tante altre specie. Si tratta di importanti banchi rocciosi che si trovano a circa 15-20 metri di profondità tra il Parco Sommerso di Gaiola e la Zona speciale di Conservazione Europea “Fondali Marini di Gaiola e Nisida" (IT IT8030041), caratterizzati dalla presenza di questo fondamentale habitat mediterraneo, uno degli ecosistemi più affascinanti e meno conosciuti: il Coralligeno.
Un tesoro sommerso che è oggetto di studio da parte degli scienziati, nell'ambito del progetto URCHIN – Underwater Research Coralligenous Habitat In Naples, da poco conclusosi, a cura dell'Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola, diretta da Maurizio Simeone, realizzato nell'ambito del Programma di Ricerca del Centro Nazionale della Biodiversità “National Biodiversity Future Center" (NBFC – Spoke 8).
"Vogliamo aprire questo 2026 – spiega l'Area Marina protetta del Parco Sommerso della Gaiola – con questa meravigliosa sequenza video tratta dai survey subacquei del progetto URCHIN, che ci ha permesso di acquisire nuove e sempre più approfondite informazioni scientifiche sull'ambiente coralligeno, un sistema ecologico delicato e complesso che ammanta con la sue infinite forme di vita le zone più profonde della nostra Area Marina Protetta. Un habitat fondamentale del Mediterraneo, che abbiamo la fortuna di avere ancora sui fondali del Parco, da proteggere con tutte le forze".
La difesa della "barriera corallina" napoletana: "Va protetta"
Un patrimonio marino che, però, va anche protetto, per preservarlo, studiarlo e scoprire i suoi segreti. Il coralligeno napoletano è un ambiente dall'architettura affascinante, che, secondo lo studio, "rappresenta uno dei maggiori “hot spot” di biodiversità del mediterraneo, ospitando centinaia di specie diverse: spugne, briozoi, ascidie, gorgonie, molluschi, crostacei e numerose specie di pesci. È caratterizzato da una complessa struttura tridimensionale frutto di stratificazioni di alghe coralline (Corallinales) ed organismi biocostruttori, che attraverso la fissazione del carbonato di calcio hanno forgiato un variegato e coloratissimo paesaggio subacqueo".
Il coralligeno si trova a 15 metri di profondità
"Questo straordinario mondo sottomarino non è visibile in superficie. Gli organismi animali e vegetali che lo compongono amano condizioni di scarsa illuminazione (sciafili) con parametri chimico fisici delle acque relativamente stabili. Caratteristiche queste che ritroviamo dai 15-20 metri di profondità in giù. La Città di Napoli custodisce questo complesso e delicato polmone biologico all'interno dei banchi rocciosi profondi del Parco Sommerso di Gaiola e della Zona speciale di Conservazione “Fondali Marini di Gaiola e Nisida"che anche per questo sono tutelati sia a livello nazionale che europeo grazie alla Direttiva Habitat e la Rete Natura 2000". Ci sono tre livelli di protezione: la Direttiva Habitat 92/43 CEE, il Piano d’Azione per la Conservazione del Coralligeno e altre concrezioni calcaree nel Mar Mediterraneo (UNEP/MAP 2008, 2017 – Conv Barcellona) e la Direttiva Quadro Strategia Marina (MSFD, 2008/56/CE).
Il Progetto URCHIN alla Gaiola
Il Progetto URCHIN “Underwater Research Coralligenous Habitat In Naples” nasce dalla necessità di approfondire le conoscenze sulla biocenosi coralligena presente all’interno della Zona Speciale di Conservazione Europea “Fondali Marini di Gaiola e Nisida". L'area infatti ospita 3 importanti banchi rocciosi caratterizzati dalla presenza di questo fondamentale habitat mediterraneo, oggi sempre più a rischio e bisognoso di opportune strategie di conservazione.
Studiare e Monitorare queste aree è fondamentale per comprendere lo stato di salute del Mediterraneo e intervenire prima che sia troppo tardi".
"Difendere il Coralligeno – conclude lo studio – significa non solo proteggere un fondamentale ecosistema marino per la sopravvivenza stessa nel nostro mare, ma anche salvaguardare il futuro di una città di mare e le economie locali che da esso dipendono. L’acronimo “Urchin” tuttavia fa riferimento anche ad un secondo target progettuale, il Sea Urchin, ossia il riccio di mare Paracentrotus lividus. Di fondamentale importanza per il sistema ecologico marino-costiero, questa specie è oggi sempre più minacciata dalla pesca di frodo. I pericoli e le minacce alla sopravvivenza del nostro mare sono come spine nel fianco da estirpare con l'aiuto di tutti, tra poco sarà realizzata anche un App per coinvolgere la cittadinanza nella cura e protezione di questo habitat straordinario".