L'omicidio di Giovanbattista Cutolo a Napoli

Intitolare Piazzale Tecchio a Giogiò Cutolo richiederebbe una deroga, perché sono passati solo 3 anni dalla sua morte

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Da sinistra Daniela Di Maggio e Giovambattista Cutolo, il figlio ucciso nel 2023
La mamma di Giovambattista, ammazzato per futili motivi, chiede di intitolare piazzale Tecchio al figlio. La norma prevede siano trascorsi almeno 10 anni.

Intitolare il piazzale Tecchio di Fuorigrotta a Giogiò Cutolo. Una delle piazze-simbolo per migliaia di giovani studenti della Federico II e di tifosi del Napoli dedicata al musicista di 24 anni, vittima innocente, ucciso barbaramente la sera del 31 agosto 2023. È la proposta lanciata dalla mamma di Giovambattista, Daniela Di Maggio, durante la cerimonia di ricordo che si è tenuta ieri in piazza Municipio, all'angolo con via Acton, dove si consumò l'omicidio, alla presenza del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. "Oggi vorrei chiedere al sindaco e a tutti i sindaci presenti di cambiare le strade – le parole di Daniela – Abbiamo ancora strade e piazze dedicate a gente che ha scritto le leggi razziali. Abbiamo ancora strade e piazze dedicate a gente che ha vissuto l'ultimo ventennio fascista. Ma vogliamo chiamare piazzale Tecchio, piazzale Giovambattista Cutolo? Partiamo anche da qui. Perché se noi ci liberiamo da queste logiche del gattopardismo, probabilmente veramente la città inizia a cambiare".

Come funziona l'iter della Toponomastica

Giogiò era un musicista brillante, suonatore di corno, artista giovane ma già apprezzatissimo, studente del Conservatorio di San Pietro a Majella, un ragazzo perbene. La sua morte scosse tutta l'Italia, non solo Napoli. È doveroso per la città tenerne viva la memoria in maniera degna. Ma tecnicamente, oggi, sarebbe davvero possibile intitolargli piazzale Tecchio, tra le piazze più grandi della città?

La procedura amministrativa delle intitolazioni, in generale, è abbastanza complessa. Le norme principali che regolano il cambio di nome di strade, parchi e monumenti fanno riferimento alla legge 1188 del 1927 ed al Regolamento comunale per la Toponomastica e la numerazione civica. La competenza spetta alla commissione Toponomastica del Comune di Napoli, presieduta dal sindaco Gaetano Manfredi e con la vicesindaca Laura Lieto, affiancati da diversi componenti di diritto ed elettivi.

L'iter prevede una istruttoria in Commissione, seguita da una delibera di Giunta Comunale e da un'altra delibera della Prefettura, con pareri della Soprintendenza e dell'Istituto Napoletano di Storia Patria, oltre ad eventuali autorizzazioni condominiali. Affinché la richiesta sia valida, poi, deve essere presentata da soggetti con diritto di iniziativa, tra i quali lo stesso sindaco e l’assessore delegato, i consiglieri comunali, i consigli di Municipalità, qualsiasi ente pubblico o privato, le associazioni a carattere nazionale o locale, i partiti politici, le organizzazioni sindacali o almeno 100 cittadini residenti.

I precedenti delle strade intitolate a vittime innocenti

Nel caso di Giogiò, quindi, ci sarebbero tutti i requisiti per avere intitolata una piazza. Del resto, è già accaduto in passato che le amministrazioni comunali abbiano dedicato un luogo della città ad una vittima innocente di violenza o di camorra. È accaduto per Silvia Ruotolo, uccisa a 39 anni nel 1997, alla quale sono dedicati i giardini di piazza Medaglie d'Oro. A Simonetta Lamberti, la bimba di 11 anni, figlia del giudice Alfonso Lamberti, uccisa a Cava dei Tirreni nel 1982: a Napoli le è stato dedicato uno slargo tra via Maio di Porto e via Giulio Cortese, nei pressi di Piazza Borsa.

Il commissario Antonio Ammaturo, ammazzato nello stesso anno dalla camorra, ha una strada intitolata a Ponticelli. Annalisa Durante, la 14enne uccisa a Forcella nel 2004, ha intitolate a suo nome una biblioteca in via Vicaria Vecchia e una scuola del quartiere. A Lino Romano, 30 anni, ucciso nel 2012, è dedicato il parco di Marianella, periferia Nord di Napoli. Restano però tante vittime innocenti ancora senza una piazza a ricordarli. A Giancarlo Siani, il giornalista 26enne del Mattino ucciso nel 1985, sono dedicate le scalette di piazza Leonardo. Tra le altre intitolazioni a vittime innocenti degli ultimi anni anche Ciro Esposito, Jolanda Palladino, Antonio Landieri.

Le specificità di questo caso

Per quanto riguarda la proposta di dedicare a Giogiò piazzale Tecchio, però, ci sarebbero alcune specificità amministrative, certamente non insormontabili, ma delle quali comunque bisognerebbe tenere conto. In primo luogo, la normativa prevede che siano trascorsi almeno 10 anni dal decesso per poter avviare l'istruttoria in commissione Toponomastica, mentre in questo caso ne sono trascorsi solo 3. Per ovviare al problema, basterebbe comunque avere una speciale deroga dalla Prefettura di Napoli e dal Viminale, come già avvenuto in alcuni casi, per Pino Daniele e Nelson Mandela. Il Ministero degli Interni, non avrebbe probabilmente alcuna difficoltà a farlo anche in tempi celeri. C'è però un'altra questione.

Al momento è già in corso un iter per cambiare la denominazione di piazzale Tecchio. La proposta, già approvata dal consiglio comunale, sarebbe di dedicare la piazza a Giorgio Ascarelli, storico presidente del Napoli e imprenditore di origini ebraiche. Il sindaco Gaetano Manfredi ha già autorizzato l'intitolazione, come rivelato anche durante la conferenza stampa di presentazione dei lavori allo Stadio Maradona. Ma l'iter, in questo caso, sarebbe stato rallentato a causa di "problemi per le domiciliazioni dalle strutture pubbliche". Una trattativa è in corso tra il Comune e i vari enti per portare a termine il cambio di nome.

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