Inchiesta corsi di formazione, il Movimento delle scuole: “Proiettata immagine negativa sul comparto”

Dopo l'inchiesta di Fanpage.it sugli esami truffa dei corsi di formazione professionale in Campania sono arrivate diverse reazioni. Il Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di formazione autofinanziate con una nota ha richiamato, a partire dalle denunce già fatte dal movimento e confermate dall'inchiesta di Fanpage.it, la Regione Campania alle sue responsabilità. Una nota che pubblichiamo e che denuncia come il fenomeno vada avanti da molti anni e, nonostante le denunce già fatte in passato, l'andazzo sembra continuare tragicamente.
"Sono anni che denunciamo, proiettata immagine negativa sul comparto"
"Grazie ai giornalisti di Fanpage.it", inizia così la nota del Movimento Libero e Autonomo delle scuole di formazione, riconoscendo che il nostro lavoro ha riacceso i riflettori sugli esami delle scuole di formazione e su come vengono svolti. "Noi lo denunciamo da anni, e ci duole che si debba ricorre a fonti anonime" dice la nota del Movimento. Fanpage.it si è basata effettivamente su una fonte che abbiamo ritenuto di dover tutelare, ed abbiamo quindi deciso di tenere coperta, ma è vero però che, come abbiamo ampiamente scritto, la stessa fonte, che ricopriva un ruolo nelle commissioni esaminatrici, ha provveduto a denunciare con un corposo dossier ai Carabinieri tutto quello a cui ha assistito.
"Perché la fonte non ha verbalizzato quanto denuncia ora?" si chiede il Movimento delle scuole di formazione. È bene chiarire che non solo la nostra fonte ha fatto tutto quello che nel suo ruolo poteva essere fatto durante gli esami, ma ha anche avvisato la dirigente del Servizio Formazione professionale della Regione Campania con diverse note, che noi abbiamo riportato negli articoli. E solo dopo che a queste note non si è constato nessun cambiamento si è rivolto ai Carabinieri. Il dossier è arrivato alla nostra redazione solo dopo molti mesi dalla denuncia ai Carabinieri delle cui indagini non si hanno notizie.
Il segretario del Movimento, Nicola Troisi, sottolinea nella nota: "I comportamenti contestati risultano evidentemente riconducibili all'operato di commissari e di commissioni d'esame di nomina regionale, le uniche titolari del potere valutativo sulla prova". Il potere finale sull'esito degli esami, come sottolinea il Movimento, è nelle mani del presidente della commissione. Troisi spiega che: "Viene proiettata immagine negativa su un intero comparto quando, all’ascolto degli audio, i comportamenti contestati sono riconducibili tutti all’operato di commissari e commissione di nomina regionale, unici titolari del potere valutativo sulla prova".
Al tempo stesso dobbiamo ricordare che, nella nostra inchiesta, viene riportato anche il comportamento di alcuni titolari degli enti di formazione privata che, come emerge dagli audio, hanno chiesto ai presidenti di commissione di far ripetere gli esami scritti a candidati che erano risultati bocciati, ed i presidenti si sono opposti. Tutti fatti contenuti sia nelle segnalazioni ai dirigenti della Regione Campania, fatte dalla nostra fonte, sia nella denuncia presentata ai Carabinieri.
"Chiesti chiarimenti alla Regione"
Il Movimento delle scuole di formazione ha inviato una pec urgente alla Regione Campania, in particolare all'assessore al ramo Angelica Saggese, al gabinetto del Presidente ed alla direzione della formazione professionale. In questa Pec il Movimento contesta le modalità con cui sono stati registrati gli audio durante gli esami. Allo stesso tempo chiede quali interventi siano stati presi rispetto agli episodi raccontati nell'inchiesta di Fanpage.it. "Si chiede di conoscere — in forma puntuale e documentata — quali provvedimenti, in sede disciplinare, organizzativa e di tutela dell'immagine istituzionale del comparto, siano stati adottati o siano in corso di adozione a fronte della condotta sopra descritta, riconducibile a personale dipendente della Regione Campania", viene scritto da Nicola Troisi nella missiva inviata a Santa Lucia.
"Il Movimento si riserva fin d'ora di costituirsi parte civile in ogni procedimento penale che venga instaurato in relazione ai fatti qui rappresentati, nonché di agire in ogni altra sede, civile e amministrativa, per il ristoro dei pregiudizi patrimoniali e non patrimoniali subìti dagli enti di formazione associati" scrivono nella pec. Da parte nostra ci auguriamo che si faccia piena chiarezza sulle vicende che abbiamo portato alla luce, per la tutela di chi, tra gli enti di formazione professionale, lavora in correttezza e trasparenza, ma anche per accertare le responsabilità sulle situazioni che abbiamo sottolineato, le quali, basandosi su registrazioni integrali delle sedute di esame, risultano evidenti.