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22 Febbraio 2021
19:16

Inchiesta Asl Caserta, medico arrestato accusato anche di violenza sessuale su paziente

L’ex direttore del Dipartimento Salute Mentale dell’Asl di Caserta, Luigi Carizzone, arrestato oggi insieme ad altre 17 persone dai carabinieri del Nas, è accusato anche di violenza sessuale: avrebbe abusato di una sua paziente nel suo studio privato. La circostanza ricostruita grazie a una telefonata in cui il medico chiede alla donna di non parlare di “quei giochini che abbiamo fatto”.
A cura di Nico Falco
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Immagine di repertorio
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Emerge anche un'accusa di violenza sessuale dall'inchiesta dei carabinieri del Nas e della Procura di Napoli Nord su assenteismo, corruzione e gare d'appalto truccate all'Asl di Caserta. Un medico, finito in manette, avrebbe abusato di una sua paziente affetta da problemi psichiatrici. Non ci sarebbe stata costrizione fisica ma, rilevano gli inquirenti, le condizioni di salute della vittima ne avrebbero fatto "un soggetto certamente debole, facilmente condizionabile e ovviamente non libero nel proprio consenso".

La circostanza è riportata nell'ordinanza di custodia cautelare eseguita oggi nei confronti di 18 persone, di cui 12 sottoposte arresti domiciliari e 6 destinatarie di misure interdittive. L'episodio degli abusi sessuali riguarda il medico Luigi Carizzone, all'epoca dirigente del Dipartimento di Salute Mentale dell'Asl di Caserta (oggi in quiescenza). Secondo quanto ricostruito sulla base di una intercettazione telefonica, risalente al 28 settembre 2019, avrebbe fatto pressioni su una sua paziente affinché non rivelasse a nessuno quello che era successo tra loro nel suo studio. "Le espressioni usate dal Carizzone – scrive il gip nell'ordinanza – non lasciano spazio a dubbi sulle attenzioni che ha rivolto alla sua paziente durante una sua "ebbrezza sessuale"". Carizzone è accusato anche di avere intascato tangenti e di avere indirizzato i pazienti dell'Asl verso due centri privati di riabilitazione psichiatrica, formalmente di proprietà di altre persone, ma secondo gli inquirenti suoi e gestiti tramite prestanomi.

All'inizio della telefonata la donna dice di avere preso le medicine, altro particolare che ha confermato il rapporto medico-paziente tra i due. Subito dopo, il professionista le chiede (argomento che occuperà praticamente tutta la telefonata) di non parlare a nessuno di "quei giochini che abbiamo fatto". La donna lo rassicura e gli chiede se vuole parlare con la madre, ma il medico prosegue: "No, voglio parlare con te, per cucirti la bocca": La sua preoccupazione, a quanto si evince, è che la paziente menzioni quanto successo con una sua collaboratrice, che è anche la sua amante e che probabilmente gli avrebbe fatto una scenata.

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