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Il truffatore di anziani frega anche i complici: “Dì che hai preso di meno e dividiamo io e te”

Nell’ordinanza contro una banda di truffatori di anziani anche un altro raggiro: il capo della banda aveva trovato il modo di imbrogliare i complici cedendo una parte minore di quanto pattuito.
A cura di Nico Falco
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Immagine di repertorio
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Il 50% dei proventi delle truffe agli anziani andava al capo della banda, che aveva anche il ruolo di telefonista, sebbene fosse agli arresti domiciliari, e di reclutare i "cavallini", ovvero quelli che materialmente ritiravano soldi e gioielli dagli anziani truffati. Un altro 35%, da patti, andava a chi si era occupato della logistica. Ma c'era un sistema per imbrogliare su questa seconda percentuale e, di conseguenza, pagare di meno i complici: bastava mentire su quanto era stato appena "incassato". Emerge dall'ordinanza con cui sono finiti agli arresti 7 indagati, accusati di nove truffe agli anziani in varie regioni d'Italia.

L'imbroglio sulla percentuale per truffare i complici

Il "trucco" viene spiegato dal presunto capo della banda a una nuova recluta in una telefonata del 9 gennaio 2025. L'uomo spiega di avere un patto con "quelli di Ponticelli", ovvero un altro gruppo coinvolto nelle truffe, che si occupa di fornire sia l'automobile sia l'autista. In cambio, deve cedere il 35% del ricavato.

E, subito dopo, aggiunge: il 35% "di quello che dico io". E continua a spiegare: se l'anziano truffato gli avrà dato, per esempio, tremila euro in contanti e duecento grammi d'oro, lui all'autista dovrà dire di avere ricevuto soltanto mille euro in contanti. La percentuale sarà calcolata su quella cifra. E il resto dei soldi e l'oro, conclude il capo, "ce lo dividiamo io e te 50 e 50".

Truffe agli anziani, 7 arresti

Le misure cautelari sono state eseguite ieri, 8 gennaio. Gli indagati sono ritenuti coinvolti in nove episodi, dal dicembre 2024, ai danni di anziani residenti nelle province di Alessandria, Verbania, Pistoia, Lucca, Pesaro Urbino, Ancona e Lecce; secondo le risultanze investigative, ai vertici dei due gruppi, collegati, c'erano due pregiudicati, uno del Pallonetto di Santa Lucia e uno di Ponticelli.

La tecnica utilizzata era quella tipica per questo tipo di reato: la vittima veniva convinta al telefono, spacciandosi per avvocato o carabiniere, che un suo familiare aveva causato un incidente con feriti gravi e le si prospettava la possibilità di pagare per evitare che il parente finisse in carcere; una volta che l'anziana cedeva, il "cavallino" passava a ritirare il denaro e i gioielli.

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