Il nome di Napoli non potrà più essere usato su alcuni prodotti: nuove regole per i marchi

Il nome "Napoli" non si potrà più usare per i marchi che producono tabacco, superalcolici, porno, armi, giochi d'azzardo e farmaci. È quanto prevede il nuovo "Regolamento" del Comune di Napoli che va a disciplinare il rilascio dell'autorizzazione alla registrazione di marchi d'impresa. Se si vuole registrare un marchio che contiene la parola Napoli all'interno, bisognerà rispettare alcune condizioni. Tra queste, in primo luogo, non offendere la città o i napoletani. Si tratta della delibera di proposta al consiglio 643 del 19 dicembre 2025, firmata dall'assessora al Turismo, Teresa Armato.
I marchi d'impresa vengono registrati presso l’Ufficio italiano Brevetti e Marchi (UIBM) del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Attualmente sono diverse le domande in attesa di istruttoria che includono il nome Napoli. Quest'ultimo è anche un brand registrato dal Comune di Napoli. Il decreto legge 58 del 2019 stabilisce che i nomi di enti pubblici, come il Comune di Napoli, appunto, "non possono costituire oggetto di registrazione come marchio di impresa, a meno che l'autorità competente non ne abbia autorizzato la registrazione". Inoltre, se l'amministrazione "esprime avviso contrario alla registrazione del marchio, l'Ufficio italiano brevetti e marchi respinge la domanda". Da qui, la decisione del Comune di andare a regolare tutta la procedura.
Perché il Comune vuole un regolamento sui marchi
Anche perché, Napoli "sta vivendo un momento importante di espansione della propria immagine all'esterno". E l'America's Cup e la Capitale Europea dello Sport 2026 contribuiranno a diffonderne ancora di più l'immagine nel mondo. L'utilizzo del nome "Napoli" – scrive il Comune, sia da solo che in combinazione con altri termini "rappresenta uno strumento di promozione dell'immagine comunale con ricadute positive sul territorio e sull'intera comunità cittadina, ma può al contempo avere effetti negativi sulla stessa immagine di Napoli e pertanto il rilascio di ogni autorizzazione all'utilizzo del nome Napoli nei marchi va monitorato con attenzione".
Il regolamento comunale prevede la costituzione di una Commissione comunale per la valutazione delle domande. Mentre l'autorizzazione sarà rilasciata dal Servizio Osservatorio Urbano per il Turismo e il Marketing Territoriale. L’autorizzazione rilasciata avrà durata decennale al pari della registrazione del marchio. Il Comune farà i controlli periodici, anche a campione, sulle imprese titolari di marchi che hanno ottenuto l’autorizzazione, per verificare il rispetto delle regole. Per chi le viola, previste multe da 25 a 500 euro, oltre, ovviamente, alla revoca dell'autorizzazione.
Quali sono i prodotti che non potranno usare il nome Napoli
Per avere l'ok di Palazzo San Giacomo ad usare il nome di "Napoli" per un prodotto, bisognerà indicare in domanda motivazione, finalità di utilizzo della denominazione, i prodotti e servizi e i territori nei quali saranno commercializzati. Sarà rilasciato un attestato di "idoneità" a diffondere una immagine positiva di Napoli. Parole, figure e segni nei marchi dovranno essere "leciti" e non contrarti "al buon costume", non lesivi dell'immagine e della reputazione del Comune, della cittadinanza e del territorio. Esclusi i prodotti tabacco, superalcolici, pornografia, armi, giochi d'azzardo, farmaci.
Il regolamento è stato discusso oggi dalla Commissione Polizia Municipale e Regolamenti, presieduta da Pasquale Esposito, che ha avviato l’esame della Deliberazione di Giunta Comunale. Alla seduta è intervenuta l’Assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato che ha illustrato le ragioni politiche e amministrative alla base del provvedimento. Presente anche il presidente della Commissione Attività Produttive Luigi Carbone. È stato chiarito come il Regolamento si inserisca nel quadro normativo nazionale delineato dal Codice della proprietà industriale.