Il Boss delle cerimonie e il Castello delle Cerimonie

Castello delle Cerimonie rischia di chiudere, la rabbia dei dipendenti in corteo: “La Sonrisa siamo noi”

A Sant’Antonio Abate la protesta dei dipendenti del ristorante “La Sonrisa” confiscato alla famiglia Polese: “Non può finire così una storia di 35 anni”. Nel Castello arriva Maria Grazia Cucinotta che solidarizza coi lavoratori.
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Protesta a La Sonrisa / foto fanpage.it
Protesta a La Sonrisa / foto fanpage.it
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Si sono presentati puntuali stamattina,  con le divise da lavoro, all'ingresso del ristorante-hotel La Sonrisa, il "Castello delle cerimonie" di Sant'Antonio Abate, dinanzi alla cancellata che conduce al vialetto privato intitolato alla memoria di don Antonio Polese, il patron del "ristorante dei matrimoni napoletani". Sono camerieri, cuochi, facchini, maître, manutentori, giardinieri, panettieri, fioristi, idraulici, addetti alle camere, alla reception, alla piscina, qualcuno come Ferdinando Romeo e Gaetano "Nino" Davide è un volto noto perché ha preso parte al reality show di Discovery-Realtime.

Perché la manifestazione dei dipendenti del "Castello delle Cerimonie"? Semplice: chiedono che la struttura non chiuda definitivamente. E perché La Sonrisa potrebbe terminare la sua attività dopo oltre trent'anni di matrimoni e cerimonie? C'è una sentenza della Suprema Corte di Cassazione, che condanna i proprietari attuali della struttura, la famiglia Polese, per lottizzazione abusiva a partire dalla fine degli anni Settanta.

L'iter giudiziario è iniziato nel 2011 e ora è concluso, l'unica possibilità che ha la proprietà è rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell'uomo ritenendo vìolato il diritto al giusto processo. Ma è davvero la soluzione estrema, perché ora la proprietà della struttura (non di ciò che c'è dentro) deve passare all'Amministrazione comunale di Sant'Antonio Abate.

I Polese restano in casa. E arriva Maria Grazia Cucinotta

In corteo lavoratori, simpatizzanti e famiglie. Non ci sono Matteo Giordano, Imma Polese, né i figli né gli zii Sabatino e Agostino Polese, fratelli del defunto don Antonio. Sono rimasti in casa ubicata all'interno della stessa struttura e hanno ricevuto però la visita di Maria Grazia Cucinotta: l'attrice nota per aver lavorato con Massimo Troisi nel suo ultimo film "Il Postino", ha parlato con alcuni dipendenti e ha solidarizzato per la loro lotta per il lavoro. «Sono qui perché conosco tutti,  vengo da anni e conosco loro e i loro figli..».

Parla Gaetano Davide, il "gigante buono", cameriere Sonrisa

Gaetano Davide
Gaetano Davide

Gaetano "Nino" Davide, storico cameriere del Castello che nel reality show aveva il ruolo di fida spalla del boss delle Cerimonie don Antonio, fra un coro «il lavoro non si tocca» i fischietti e le bandierine, parla con Fanpage.it con un groppo in gola: «Siamo troppo legati a tutto quello che vedete qui, dalla famiglia al castello, le mura, gli arredi. È un puzzle perfetto ed è così da 35 anni. Se si tocca, se ne viene tutto a pezzi. È perfetto, ma fragile. Parliamo di 300 famiglie che dipendono dal lavoro al Castello, se facciamo i conti parliamo con tutto l'indotto di 2.000 persone. Prendetevi la responsabilità di mandarli in strada…».

Annapaola Greco, la cugina di donna Imma Polese

Annapaola Greco
Annapaola Greco

Annapaola Greco, la vulcanica cugina di donna Imma Polese, pure lei nota grazie al reality show, spiega ai microfoni di Fanpage.it: «Per noi, dopo la scomparsa di don Antonio e della signora Rita, questo è il terzo lutto. Siamo qui per testimoniare che la Sonrisa fa lavorare centinaia di persone, industrie di fioristi, fornai, aziende di pomodori del territorio. È una azienda che produce. Poi volevo dire: fino a quarant'anni fa Sant'Antonio Abate non la conosceva nessuno, è stata grazie a mio zio Antonio che questa città è diventata nota. Lui ha fatto rinascere il festival di Napoli. E Fanpage.it parla solo di qualche piccolo "neo" degli anni Ottanta…?  Noi non c'entriamo nulla con la camorra».

Ferdinando Romeo, il maître lavora lì dal 1989

Ferdinando Romeo
Ferdinando Romeo

Ferdinando Romeo, il maître di sala noto per il suo carattere compassato e l'amore per le composizioni floreali nelle sale da cerimonia, non trattiene le lacrime: «Il mio stato d'animo? Vogliamo tenerci lavoro e dignità e crescere le nostre famiglie in questa splendida azienda. Non ci saremmo mai immaginata questa situazione. Non ci credo, è un incubo, non mi sembra vero. I figli, i nipoti non possono crescere senza un domani e noi qui senza il nostro lavoro come facciamo? Noi siamo cresciuti con pane e Sonrisa. Io ci lavoro dal 1989…».

La manager dei neomelodici diventata popolare col reality

Annalucia Bonavolta
Annalucia Bonavolta

Annalucia Bonavolta manager musicale (recluta i cantanti neomelodici per le cerimonie) è nota per aver preso parte ad una delle puntate più viste dell'allora serie "Boss delle cerimonie", nella quale si definisce «managgiament» e diventa un meme popolarissimo sui social. «Ho avuto – dice – la fortuna di fare la puntata più vista di Realtime, l'ultima con don Antonio Polese. Vedo questi lavoratori, alcuni sono entrati bambini in questa struttura e oggi rischiano di non lavorare più e non è giusto, mi piange il cuore…» .

La sindaca di Sant'Antonio: Presto vertice in prefettura

La sindaca abatese Ilaria Abagnale
La sindaca abatese Ilaria Abagnale

La sindaca abatese Ilaria Abagnale ha incontrato oggi i lavoratori della Sonrisa ma a loro non ha potuto dir altro che, non appena giunta la notifica della sentenza ed effettuati gli adempimenti di rito (che potranno anche essere lunghetti) dovrà applicare quanto messo nero su bianco dalla Suprema Corte di Cassazione. Dunque il futuro non è scontato e non è detto che la struttura potrà restare aperta anche se al momento accetta ancora prenotazioni. 

A Fanpage.it la prima cittadina del comune stabiese spiega: «Abbiamo ascoltato questa delegazione, ma noi non abbiamo ancora una notifica della sentenza di Cassazione. Al momento possiamo dire che il Comune farà il possibile per trasferire ai tavoli preposti le preoccupazioni emerse, per creare le condizioni e tutelare i posti di lavoro. Attendiamo di poter leggere la sentenza. Gestione esterna dell'attività con una gara ad evidenza pubblica, abbattimento o uso della struttura da parte del Comune, queste sono le ipotesi. Che il Comune amministri una struttura ristorativa? Escluso a priori». La sindaca di Sant'Antonio Abate spiega di aver chiesto un incontro al prefetto di Napoli, Michele di Bari, «per illustrargli tutte le problematiche connesse all'esecuzione della sentenza». L'incontro è previsto venerdì 23 in prefettura a Napoli.

La vicenda è tutto sommato uno dei tanti procedimenti per abuso che si svolgono quotidianamente in Italia ma è diventata di interesse nazionale proprio per la popolarità dei soggetti coinvolti: La Sonrisa e la famiglia Polese sono da decenni sotto i riflettori per i matrimoni kitsch e ora, quella stessa popolarità, diventa paradossalmente un faro costantemente puntato sulla vicenda anche in questa fase cupa, forse finale, di questa pluridecennale esperienza.

Il vertice al Comune di Sant'Antonio Abate (Napoli)
Il vertice al Comune di Sant'Antonio Abate (Napoli)
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