Guglia dell’Immacolata, la Curia di Napoli vuole essere coinvolta sugli schermi pubblicitari del cantiere

Immagine
L’Arcidiocesi di Napoli chiede di essere coinvolta sulla qualità dei contenuti delle pubblicità dei maxi-schermi sull’obelisco di piazza del Gesù: “Siano consoni col carattere storico, artistico, religioso e spirituale della piazza”

La Curia di Napoli chiede di essere coinvolta sugli maxi-schermi pubblicitari a led che copriranno il cantiere della Guglia dell'Immacolata di piazza del Gesù. L'obelisco, infatti, di proprietà del Comune di Napoli, deve essere restaurato dopo alcuni cedimenti. La base, da questa estate, è già stata transennata. I pannelli saranno poi rivestiti con schermi a led pubblicitari per 8 mesi. Il costo è di 280mila euro. Il monumento, scrive l'Arcidiocesi di Napoli, in una lettera inviata al consigliere della II Municipalità, Pino De Stasio, e firmata dal Servizio Beni Culturali Ecclesiastici, è un luogo che raccoglie "la memoria della città, la fede del suo popolo e la sua identità".

"La pubblicità deve essere consonante con il carattere della piazza"

"La tutela di un bene culturale – sottolinea l'Arcidiocesi – non consiste soltanto nella conservazione della sua materia. Significa anche custodirne il significato, rispettare le relazioni che esso ha costruito nel tempo con la comunità e preservarne la capacità di continuare a parlare alla città. Non riteniamo pertanto che il tema possa essere ricondotto semplicemente alla presenza o all'assenza di pubblicità durante un cantiere di restauro. La questione riguarda anche la qualità di quella comunicazione, le immagini e i messaggi proposti, la loro misura, le modalità di visualizzazione e la loro consonanza con il carattere storico, artistico, religioso e spirituale del monumento e della piazza nella quale esso sorge".

Da qui, la proposta di coinvolgimento: "Auspichiamo – scrive la Curia – che nel prosieguo dell'iter possa essere attivato un confronto tra la Soprintendenza, il Comune di Napoli e tutti i soggetti istituzionali coinvolti e che anche l'Arcidiocesi di Napoli possa essere chiamata a farne parte, offrendo il proprio contributo attraverso il Servizio Beni Culturali Ecclesiastici".

Il dibattito a Napoli sulle pubblicità nel centro storico

Insomma, il tema non è tanto, secondo la Curia, se siano messi o meno i ledwall sul cantiere dell'Immacolata, ma quale sia il messaggio che poi passerà su quegli schermi. La Guglia dell'Immacolata, infatti, come sottolinea la Curia, pur non appartenendo alla chiesa di Napoli, è comunque un luogo di culto. La Festa dell'Immacolata dell'8 dicembre, con la deposizione dei fiori alla Madonna da parte dei vigili del fuoco, è un momento di raccoglimento sentito da tutta la cittadinanza, sia religioso che laico. L'obelisco, poi, si trova in una delle piazze simbolo del centro storico tutelato dall'Unesco, tra la basilica di Santa Chiara e la Chiesa del Gesù Nuovo, dove si trova anche la Cappella di San Giuseppe Moscati con il reliquiario. Proprio recentemente aveva fatto discutere l'installazione di un deodorante intimo gigante in piazza Dante, proprio davanti al Convitto vanvitelliano Vittorio Emanuele.

La lettera della Curia è firmata dall'ingegnere sacerdote Giacomo Equestre e dalla storica dell'arte Giuliana Albano. "Mi fa piacere condividerla – commenta il consigliere Pino De Stasio – perché al di là delle posizioni, contiene un'importante riflessione che la Curia fa sul tema dell'uso delle pubblicità sui luoghi storici e religiosi. Credo si sia aperta una discussione seria e necessaria su come tuteliamo la bellezza del nostro Centro Antico e non solo, pieno di Storia e Spiritualità".

Il tema, nel caso dell'obelisco di piazza del Gesù, è stato sollevato da De Stasio, preoccupato per la "prevista utilizzazione a fini pubblicitari degli spazi del cantiere della Guglia dell'Immacolata in Piazza del Gesù". Il consigliere aveva inviato una lettera all'Arcivescovo don Mimmo Battaglia, per chiedere l'opinione della Curia.

Nella risposta, la Curia spiega che "la Guglia dell'Immacolata non è un bene di proprietà dell'Arcidiocesi di Napoli, ma appartiene al Comune di Napoli. Parimenti, gli edifici circostanti interessati dalla questione non sono di proprietà dell'Arcidiocesi. Il nostro Servizio, pertanto, non ha competenze proprietarie o autorizzative rispetto all'intervento e, per quanto ci riguarda, non è stato coinvolto nell'iter né è stata sottoposta alla nostra attenzione alcuna richiesta di parere preventivo".

Il Comune di Napoli, nell'ambito dei lavori di restauro della Guglia, ha avviato nel luglio 2026 una procedura ad evidenza pubblica per la concessione temporanea, per la durata di otto mesi, di circa 120 metri quadrati di spazi pubblicitari sui ponteggi. La documentazione relativa alla procedura ha contemplato anche l'impiego di impianti digitali a tecnologia LED: in particolare, il progetto reso pubblico ha previsto quattro ledwall, uno per ciascun lato del ponteggio, delle dimensioni di circa 6 per 5 metri.

La gara per i ledwall sull'obelisco aggiudicata a Urban Vision

La concessione è stata successivamente aggiudicata alla società Urban Vision S.p.A, colosso del settore. La Curia, però, ci tiene a sottolineare che "l'aggiudicazione della concessione non coincide con una definizione definitiva di ogni aspetto dell'allestimento. La stessa determinazione del Comune prevede infatti che la tipologia degli impianti, la loro ubicazione finale, la consistenza e la superficie complessiva siano definite sulla base del progetto presentato dall'aggiudicatario e successivamente validate dall'Amministrazione e autorizzate dagli enti competenti, nel rispetto delle prescrizioni già impartite. È proprio in questa fase che ci auspichiamo possa trovare spazio anche il contributo dell'Arcidiocesi di Napoli, attraverso il Servizio Beni Culturali Ecclesiastici. Il fatto che la Guglia non appartenga giuridicamente alla Diocesi, infatti, non può esaurire la questione del suo significato".

L'Arcidiocesi fa, poi, un articolato ragionamento sul significato del monumento e sulla sua collocazione urbanistica. "La Guglia dell'Immacolata è certamente un monumento di straordinario valore storico e artistico, ma è anche qualcosa di più. Da quasi tre secoli essa rende visibile nello spazio urbano una devozione profondamente radicata nella storia religiosa di Napoli".

"La sua stessa collocazione al centro della piazza esprime questa dimensione: non un'opera racchiusa in uno spazio privato, ma un segno offerto alla città. Ancora oggi, nell'omaggio all'Immacolata dell'8 dicembre, intorno a quella Guglia si incontrano comunità ecclesiale, cittadini e istituzioni civili. Per questa ragione riteniamo che ogni intervento che ne modifichi, anche temporaneamente, la percezione debba essere valutato con particolare sensibilità".

"La nostra disponibilità – conclude l'Arcidiocesi – nasce non dalla volontà di rivendicare competenze che non appartengono alla Diocesi, né di sovrapporci alle responsabilità degli enti preposti alla tutela e alla gestione del bene, ma dal desiderio di contribuire a una riflessione condivisa su un monumento che, pur appartenendo al patrimonio pubblico, custodisce un significato religioso e spirituale profondamente legato alla storia della Chiesa e della città di Napoli. Riteniamo infatti che un confronto preventivo e condiviso possa aiutare a individuare modalità di comunicazione pubblicitaria consone alla dignità del luogo, capaci di contemperare le esigenze legittime connesse al cantiere e alla sua sostenibilità con il rispetto del valore artistico, storico, simbolico e spirituale della Guglia. Un simile dialogo potrebbe inoltre rappresentare un'occasione per trasformare il tempo stesso del restauro in un momento di conoscenza e valorizzazione: non soltanto uno spazio nel quale inserire messaggi commerciali, ma anche un luogo attraverso il quale raccontare alla città la storia della Guglia, il suo patrimonio artistico e il significato della devozione all'Immacolata che essa testimonia".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views