Gli occupano il posto disabili poi gli bruciano l’auto, ipotesi vendetta per un biglietto. Raffaele: “Darei via lo stallo con la malattia”
Prima gli occupano il posto disabili, poi gli bruciano l'auto. Raffaele Rosa, 36 anni e residente a Marano di Napoli, malato sclerosi multipla primariamente progressiva (Smpp) dal 2019, in pochi istanti ha visto andare in fumo tanti sacrifici davanti ai suoi occhi. "Mercoledì alle 3 di notte ho sentito un boato, mi sono affacciato e ho visto l'auto nuova avvolta dalle fiamme – ha raccontato – Sono vivo per miracolo grazie ai pompieri. Ma negli occhi ho ancora lo sguardo di paura di mia moglie e di mio figlio". Sotto la pelle, il terribile sospetto che possa essere stata una vendetta per un bigliettino lasciato sul parabrezza dopo aver trovato una decina di giorni fa lo stallo disabili comunale in strada occupato da un'auto che non ne aveva titolo. Il giovane papà aveva deciso di lasciare un messaggio: "Ti auguro con tutto il cuore che la prossima volta avrai il tesserino". "Forse qualcuno si è sentito offeso da un biglietto che ho scritto per far rispettare i miei diritti – commenta Raffaele amaramente – ma se non fosse per i vigili del fuoco, adesso sarei morto. Poteva essere una strage".
L'ipotesi: forse ritorsione per un bigliettino
Al suo fianco si sono schierati subito il parlamentare Francesco Emilio Borrelli (Avs) e l'associazione la Battaglia di Andrea, che difende i diritti dei disabili e che ha lanciato una raccolta fondi per ricomprare l'auto distrutta. Lo stallo bruciato, intanto, questa mattina è stato ripristinato dalla Polizia Municipale di Marano, popoloso comune dell'area nord di Napoli. I vigili del fuoco avevano già messo in sicurezza l'area mercoledì notte. Raffaele, intanto, assistito da Borrelli e dalla Battaglia di Andrea, a quanto apprende Fanpage.it, ha sporto denuncia ai carabinieri di Marano. Non è la prima volta che quel posto disabili, non assegnato ma comunale, viene occupato da chi non ne ha titolo. Raffaele ha raccontato che anche in altre occasioni sono sempre stati chiamati gli agenti di Polizia locale. Ma l'ultima volta aveva deciso di lasciare un bigliettino. Era la notte di domenica ed era appena rientrato a casa con la famiglia, scoprendo che il posto era occupato da un'auto senza tesserino. Prima di mettersi alla ricerca di un altro posto lontano da casa, quindi, aveva preso carta e penna e lasciato un biglietto sul parabrezza dell'auto in sosta vietata. "Un disabile che vuol far rispettare i suoi diritti deve avere paura? – commenta adesso Raffaele – Non deve ribellarsi? A chi mi ha incendiato l'auto dico: prendetevi pure il posto disabili, ma anche la disabilità".
Borrelli (Avs): "Episodio grave e inquietante"
"Un episodio grave e inquietante – commenta Borrelli – si è verificato a Marano di Napoli, lasciando una comunità sgomenta e amareggiata. Raffaele Rosa, 36 anni, affetto da sclerosi multipla e totalmente invalido, si è visto distruggere dalle fiamme la propria auto, una Hyundai i10 acquistata soltanto cinque mesi fa tra mille sacrifici familiari. L’incendio, avvenuto di notte sotto la sua abitazione in via Ungheria, ha il sapore amaro della ritorsione. Circa dieci giorni prima, infatti, Raffaele aveva notato una vettura priva di qualsiasi autorizzazione parcheggiata indebitamente sullo stallo riservato ai disabili. Anziché allertare subito le forze dell’ordine, si era limitato a lasciare sul parabrezza un biglietto dal tono civile ed educato: "Ti auguro con tutto il cuore di poter avere i requisiti per parcheggiare". Un gesto di civiltà che, drammaticamente, sembra aver scatenato la reazione vigliacca ed estorsiva di chi si sente al di sopra della legge. Un danno economico e logistico incalcolabile per una famiglia che vive già una condizione di profonda fragilità".
"Quanto accaduto a Marano – conclude il parlamentare – è un atto d’inciviltà intollerabile, un gesto vigliacco che colpisce al cuore una persona e una famiglia che già affrontano battaglie quotidiane difficilissime. Esprimo la mia totale vicinanza, affetto e piena solidarietà a Raffaele e ai suoi cari per questo attacco squallido. Non possiamo permettere che la paura vinca e che chi rivendica i propri diritti elementari si senta sopraffatto dalla violenza e dal sopruso. La riflessione amara di Raffaele non deve restare inascoltata: la risposta delle istituzioni e dei cittadini deve essere forte, coesa e immediata.Chiedo alle forze dell'ordine la massima celerità nell'individuare i responsabili di questo vile atto intimidatorio. Al contempo, non lasceremo solo Raffaele: siamo pronti a organizzare e promuovere una raccolta fondi per aiutarlo a ricomprare l'automobile, per dimostrargli che lo Stato e la parte sana della nostra comunità sono al suo fianco contro ogni forma di prepotenza e violenza".