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Gli hotel a Napoli non sono più pieni: “Prenotazioni calate nel 2026, a rischio l’occupazione” dice Federalberghi

L’associazione degli albergatori: “Calo del 3 per cento quest’anno e per Pasqua tante camere ancora vuote. Noi contrari all’aumento della tassa di soggiorno”
A cura di Pierluigi Frattasi
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A Napoli gli hotel non sono più pieni. "Nei primi mesi del 2026 abbiamo registrato un calo del 3 per cento nelle prenotazioni. A rischio anche Pasqua", dice Federalberghi Napoli, l'associazione che riunisce i gestori delle grandi strutture ricettive, presieduta da Francesca Pagliari. Gli albergatori partenopei non hanno gradito il nuovo rincaro della tassa di soggiorno, il secondo del 2026, con un euro in più a notte a persona per tutte le categorie, dai 5 stelle ai B&B. "Aumentare l’imposta di soggiorno – sottolinea Federalberghi in una nota – è stata una decisione presa “de imperio”, nonostante la voce contraria, compatta, di tutti gli operatori del settore". Adesso chiedono almeno che le risorse aggiuntive vadano destinate "all’Assessorato al Turismo per iniziative dedicate esclusivamente al comparto".

Gli albergatori di Napoli contro l'aumento della tassa di soggiorno

"Non è stato sufficiente l’incremento della imposta di soggiorno scorso anno – scrive Federalberghi – giustificato con il Giubileo, del quale Napoli ha beneficiato solo in via residuale. Non è stato sufficiente nemmeno l’incremento di quanto incassato con l’imposta di soggiorno nel 2025 quando sono stati superati i 30 milioni di euro. Si decide, ancora una volta, di colpire nello stesso punto, senza essere certi delle conseguenze che si possono causare. I numeri del turismo, infatti, sono discordanti, perché le fonti sono diverse. Gli alberghi rilevano un calo della percentuale di occupazione camere di oltre 3 punti in questi primi due mesi dell’anno (si è passati dal 61% del 2025 al 58% del 2026) e le incertezze internazionali mettono a rischio anche il tradizionale punto di partenza del turismo cittadino che coincide con l’arrivo della Pasqua (ad oggi sono lontane le percentuali di occupazione dello scorso anno quando si raggiunse l’80%). Una contrazione che potrebbe avere contraccolpi dal punto di vista occupazionale e frenare quella crescita costante che la città ha avuto negli ultimi anni".

I dati che presenta l'associazione riguardano appunto gli hotel. Situazione diversa, quindi, rispetto a quella delle strutture ricettive extralberghiere, come affittacamere, case vacanze e B&B. L'associazione degli hotel chiede al Comune "una concertazione durante gli incontri periodici che vengono organizzati". "Perché se a questo aumento corrispondesse un concreto miglioramento dei servizi sarebbe tutto più accettabile. Il problema sorge quando questi risultati non si vedono o sono insufficienti. Per noi è, quindi, molto importante che una parte significativa di quanto incassato venga destinato direttamente all’Assessorato al Turismo, perché possa avere le giuste risorse da utilizzare per le attività di promozione e organizzazione turistica. Resta anche il nodo della rendicontazione. Sarebbe opportuno organizzare un momento di incontro per capire se le azioni attuate hanno sortito l’effetto sperato o se bisogna cambiare strategia. Un confronto costruttivo per il bene dell’intero comparto che vuol dire crescita economica e benessere per l’intera città".

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