Vestiti usati, destinati all'estero ma anche ai mercatini italiani, non sanificati. Ma anche scarti di lavorazione, lavoratori in nero, e quattro di questi che percepivano anche il reddito di cittadinanza. La scoperta è avvenuta in un deposito di Ercolano, nella parte superiore della città, all'interno di un'area di 1.600 metri quadri dove si trova un opificio che le Guardia di Finanza di Portici erano andati ad ispezionare.

All'interno, gli uomini della Fiamme Gialle guidati dal Maggiore Raffaella Frassine, hanno scoperto in primis che l'opificio venisse utilizzato come attività di commercio all'ingrosso, recupero, messa in riserva e trattamento di rifiuti tessili di seconda mano, tutti però privi di sanificazione ed igienizzazione. Vestiti usati che dunque erano potenzialmente pericolosi per gli ignari acquirenti che nei mercatini cittadini avessero maneggiato o acquistato la merce. Inoltre, è stato scoperto che 18 lavoratori che si trovavano all'interno in quel momento fossero, in realtà, tutti in nero: nessuno era mai stato assunto, tanto che quattro di loro percepivano anche il Reddito di Cittadinanza. Per questi ultimi quattro, è scattata la segnalazione all'Inps, per l'attivazione della sospensione del beneficio.

Al termine dei controlli, è scattato il sequestro dell'intera area, nonché di due tonnellate di materiale plastico e varie attrezzature di lavoro, ritrovate all'interno del deposito. Due le persone denunciate: si tratta di un 50enne ed un 49enne, entrambi di Ercolano. Entrambi devono rispondere della realizzazione del sito senza le autorizzazioni previste e per aver violato sia il Testo Unico in Materia Ambientale, sia quello per la Tutela della Salute e della Sicurezza sul Lavoro.