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La storia di Eugenia Carfora

Arrestata per stalking Giusy, bidella pendolare tra Napoli e Milano. Accusata dalla preside di Caivano

L’incredibile storia che lega la ex bidella pendolare tra Napoli e Milano che fece parlare qualche anno fa e la preside-coraggio di Caivano, diventata protagonista di una fiction Rai.
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Giusy Giugliano ed Eugenia Carfora
Giusy Giugliano ed Eugenia Carfora
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È una storia che viaggia veloce come i treni, come le notizie consumate tra giornali e social nel giro di pochi giorni o quelle che si trasformano in altro, magari una fiction tv. Per raccontare l'incredibile vicenda che coinvolge Giuseppina Giugliano, la «bidella Giusy» come fu ribattezzata dai giornali qualche anno fa, ed Eugenia Carfora, dirigente scolastica, «la preside coraggio di Caivano», anche questo è un titolo di giornale (e di prodotto televisivo) occorre iniziare dai due distinti casi mediatici.

Le storie di Giusepppina Giugliano, la bidella pendolare e di Eugenia Carfora, la preside coraggio

Il primo caso mediatico è quello di Giusy Giugliano, all'epoca 29enne, personale Ata, ovvero collaboratrice scolastica (quelli che un tempo venivano definiti bidelli)  nel 2023 salita agli onori delle cronache nazionali e dei dibattiti su social network e nei talk show poiché sosteneva di percorrere ogni giorno il tragitto fra Napoli e Milano e ritorno per dormire a casa dei genitori e poi tornare l'indomani a Milano a prender servizio al liceo "Boccioni". Motivo? «Il mio stipendio – sosteneva – è 1.165 euro al mese. Meglio fare andata e ritorno che vivere a Milano». Una vicenda che divise l'Italia. E che però si scoprì essere non proprio come l'aveva raccontata la ragazza.

Il secondo caso mediatico è quello di Eugenia Carfora, preside dell’istituto "Francesco Morano" al Parco Verde di Caivano, hinterland Nord di Napoli, una delle zone urbane più disgraziate della provincia di Napoli per fatti di cronaca, dai clan di camorra allo spaccio alla luce del sole, da orribili casi di pedofilia alle violenze sessuali di gruppo. Carfora è diventata un simbolo per le sue battaglie contro la dispersione scolastica, tant'è che la sua storia, oggi, al centro della fiction "La Preside", con Luisa Ranieri, in onda il lunedi in prima serata su Rai 1.

Eugenia Carfora (a sinistra) e Luisa Ranieri
Eugenia Carfora (a sinistra) e Luisa Ranieri

Il trasferimento di Giusy Giugliano a Caivano nella scuola della preside Carfora

Quand'è che le due storie s'intrecciano? È nell'autunno del 2024, quando Giusy, la bidella pendolare, ottiene l'assegnazione provvisoria in una scuola della provincia di Napoli. Proprio a Caivano. Proprio nella scuola guidata dalla Carfora. È allora che le due vicende si incrociano ma prendono tutta un'altra direzione, per nulla ipotizzabile stando ai presupposti.  Fanpage è in grado di raccontare ciò che è accaduto.

Nel novembre 2024 il primo colpo di scena. A Giuseppina "Giusy" Giugliano viene contestata una assenza dal lavoro di più giorni, non giustificata. La preside Carfora adotta l'iter necessario a sanzionare questa assenza secondo la procedura. Giugliano viene licenziata. Nel procedimento giudiziario che ne è seguito, la collaboratrice scolastica si è difesa strenuamente, sostenendo di aver richiesto certificato medico mai arrivato, anche se – è quanto lei ha sostenuto – ne aveva fatto richiesta. La giustizia le dà torto e in primo grado il licenziamento viene confermato. Sulla vicenda – nella quale la donna è difesa dall'avvocato Veronica Ascolese –  pende giudizio di Appello.

Il processo per stalking e l'arresto

È allora che la storia prende ancora un'altra direzione, ancora più incredibile. Giuseppina Giugliano inizia a scrivere messaggi. Alla scuola e alla preside Carfora. Via mail e via social network. La dirigente scolastica denuncia l'accaduto come stalking. Viene emessa una ordinanza restrittiva dal Tribunale di Napoli Nord contro la Giugliano che ha come prima misura il divieto di avvicinamento e il divieto di comunicare per mezzo telematico o per messaggi, nonché il divieto di dimora a Caivano e a San Felice a Cancello, provincia di Caserta, lì dove risiede la dirigente scolastica.

È un crescendo: la bidella, licenziata, vuole manifestare il suo malcontento e protesta la sua innocenza. Continua a mandare messaggi, vìolando quindi l'ordinanza restrittiva più volte. Carfora continua a documentare e aggravare la denuncia in mano alla procura di Napoli Nord. E il gip a questo punto provvede a aggravare la misura preventiva, applicando quella più grave – sconcertante, se si pensa da dove siamo partiti, ma prevista dalla legge – ovvero l'arresto.

Giuseppina Giugliano, la ex bidella pendolare, passa nel giro di qualche anno dai giornali e talk show al carcere napoletano di Secondigliano. Ci resta per quasi due mesi. Difesa dall'avvocato Corrado Coppola del foro di Nola, la donna viene scarcerata dopo l'appello al Tribunale del Riesame ed è ora agli arresti domiciliari, in attesa della conclusione del processo per stalking, la conclusione della fase dibattimentale è prevista per il prossimo 23 febbraio.

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