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Forte di Vigliena, dopo 18 anni di battaglie il restauro è vicino: manifestazione a San Giovanni a Teduccio

Comitati civici e studiosi si ritrovano il 13 giugno davanti alle rovine del forte simbolo del 1799. Sul recupero pende un’interrogazione parlamentare e un obbligo di legge dal 2008.
ll forte di Vigliena, visto dall’alto grazie a Google Earth
ll forte di Vigliena, visto dall’alto grazie a Google Earth

Una bandiera issata sulle mura sbrecciate, lo stesso giorno in cui i cittadini protestavano contro una centrale termoelettrica. Era il 13 giugno 2007. Diciotto anni dopo, davanti a quelle stesse rovine affacciate sul mare di San Giovanni a Teduccio, periferia Est di Napoli, i comitati tornano a riunirsi. E stavolta dicono che potrebbe essere la volta buona.Sabato 13 giugno, alle 10, lo Stradone Vigliena ospita la manifestazione "Forte di Vigliena. Memoria, restauro e futuro", organizzata ogni anno da comitati civici e istituti di cultura napoletani: la Società Napoletana di Storia Patria e l'Istituto italiano per gli studi filosofici.  Il Forte fu teatro di una delle battaglie più dure della Repubblica Napoletana del 1799, quando la Legione Calabra si immolò nell'estremo tentativo di difendere la città dall'assalto delle truppe del Cardinale Ruffo.

"Quest'anno la manifestazione assumerà un rilievo particolare, poiché riteniamo che questo sia un anno di svolta, destinato a portare, finalmente, al recupero conservativo del Monumento e alla sua apertura al quartiere e alla città", dichiara Enzo Morreale, del comitato di San Giovanni a Teduccio. Morreale parla di "un passaggio decisivo", reso possibile "grazie all'impegno e al sostegno di tanti cittadini e di numerosi intellettuali". Avverte però: "Il percorso che ci attende non sarà semplice, ma riteniamo che vi siano le condizioni per una svolta concreta".

Il programma si apre con la voce dell'attore Domenico Ingenito, che legge alcuni brani da "Sull'ordine e il disordine dell'ex macello pubblico" di Enzo Moscato, dedicato alla rivoluzione del 1799. Seguono il lancio dei fiori nella Piazza d'Armi e l'inaugurazione di un codice QR sulla storia del sito, curato dall'Associazione Gioco Immagini e Parole. Alle 10.30 interviene Anna Maria Rao, professoressa emerita di storia moderna alla Federico II e tra le maggiori studiose europee del Settecento, con una relazione su "La Repubblica napoletana del 1799: ideali e memoria".

"La battaglia del forte di Vigliena ha un alto valore non solo storico, ma simbolico", spiega Sergio Marotta, docente del Suor Orsola Benincasa e membro del comitato scientifico degli Studi filosofici, che dal principio affianca i comitati. "Si tratta di un momento fondativo della storia di Napoli e d'Italia, in cui si poneva il primo germe del processo risorgimentale. Ma oggi il recupero del Forte significa anche dare voce ai cittadini di San Giovanni che chiedono un territorio bonificato e fruibile per tutti". Sul nodo concreto del recupero interverranno il vicesindaco Laura Lieto, il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale Eliseo Cuccaro e il presidente della VI Municipalità Sandro Fucito. L'ingegnere Pio Vincenzo Feola, di ABC Napoli, illustrerà i lavori di rifunzionalizzazione della stazione di sollevamento idrico che opera da decenni accanto al Forte e la riqualificazione delle aree esterne.

C'è anche il fronte istituzionale. Il Forte è oggetto di un'interrogazione parlamentare presentata dall'onorevole Arturo Scotto, che ricorda come il recupero sia un obbligo previsto dal decreto ministeriale del 2008: condizione per l'autorizzazione e opera compensativa inserita nel Piano regolatore portuale. Diciotto anni dopo quella prima bandiera, la partita ora si gioca tra un obbligo di legge mai onorato e la promessa di una svolta. Sabato, alle 12.30, saranno i comitati territoriali a chiudere con le loro proposte.

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