La situazione Covid-19 in Campania è ben rappresentata dai dati della Fondazione Gimbe che per colloca la regione al terzo posto nel Paese sul fronte dei casi attualmente positivi al Coronavirus (ricoverati in terapia intensiva, ricoverati con sintomi, isolamento domiciliare). Volendo semplificare  possiamo parlarne in questi termini: durante tutto il periodo del lockdown nella primavera 2020 ci siamo sforzati, tenendo chiuse  le frontiere, interrompendo i collegamenti interregionali e imbrigliando la vita sociale con la chiusura di bar, ristoranti, palestre, stadi, chiese di separare il "mazzo di carte dei contagiati" con quello dei non contagiati dal Covid.  Poi è arrivato il periodo estivo, la cosiddetta Fase 2 . E con l'estate questi due "mazzi di carte" sono stati di nuovo mischiati l'uno con l'altro.

Il risultato è nei dati forniti dall'Iss e dalla task force regionale Covid in Campania: in estate abbiamo avuto un crollo dell'età media dei contagiati Covid. Erano soprattutto i giovani che si muovevano per le vacanze in Italia e all'estero. Tornati a  casa, molti di questi giovani positivi ma asintomatici hanno contagiato fasce d'età più alta, soprattutto nell'ambito familiare. E così genitori, nonni, zii hanno avuto e hanno manifestato i sintomi della malattia e ora devono ricorrere alle cure ospedaliere, con tutti i problemi che questo comporta: guarire dal Covid non è un processo rapido e l'ospedalizzazione segue anche iter rigidi per ridurre il rischio di contagio con il personale ospedaliero. Questo è il quadro di riferimento.

Il numero di tamponi giornalieri Covid effettuati dalla Regione Campania è molto basso rispetto alle altre regioni. Significa che ad oggi la Campania non è riuscita ad adeguarsi strutturalmente per un serio e potente screening su tutto il territorio ma si muove con carattere di urgenza, mettendo una ‘pezza a colore' laddove serve: una volta il personale ospedaliero , una volta quello delle scuole, poi gli addetti alle residenze per anziani, poi gli agenti di polizia e così via. Stanare gli asintomatici diventa sempre più difficile e lo scarso utilizzo dell'app Immuni non aiuta nemmeno nel lavoro di contact tracking quando ci si imbatte in un soggetto positivo al virus.

Stanno riprendendo i contagi nei piccoli centri dove il Covid si allarga a macchia d'olio se ci si dimentica delle norme di distanziamento sociale e di tutela. Stanno riprendendo i contagi nelle residenze per anziani e ci sono molti casi assurdi: feste pubbliche e private, lunghe e indisciplinate code per i mezzi di trasporto, per le Poste, per i documenti al servizio Immigrazione della questura. Insomma, quello che avevamo cercato di rallentare sta riprendendo a passo di giava. Nel frattempo sono ricominciate le scuole e l'ammuina, il  generalizzato in una regione già caotica come la Campania prende il sopravvento.

Vincenzo De Luca, incassata una elezione con quasi il 70% dei consensi, ora capitalizza (domani sarà a Porta a Porta da Bruno Vespa) minaccia un giorno sì e l'altro pure un nuovo lockdown in Campania. Egli sa che sostanzialmente si potrà limitare a micro blocchi specifici, "mini lockdown" se non vuole una rivolta generale (i commercianti già lo hanno ‘avvertito'). Le proiezioni degli epidemiologi restituiscono un quadro che prevede un picco ad ottobre e novembre che potrebbe portare ad una ulteriore impennata drammatica dei contagi a dicembre. Proiezioni, ovviamente, non profezie. Ma preoccupanti: quelle della prima fase della pandemia furono rispettate. Si spera non accada altrettanto oggi.