Fermati a Salerno con 125mila euro di gioielli: avevano appena truffato un’anziana in Calabria

Anelli, collane, braccialetti, pendenti e orologi d'oro, per un valore di 125mila euro: 145 gioielli, abbastanza da riempire qualche vetrina di una gioielleria ben fornita. Ma tutto era nello zaino di una coppia, un uomo e una donna, intercettata dalla Polizia di Stato in autostrada mentre viaggiava in direzione Salerno. Qualche parola borbottata, qualche storiella poco credibile per cercare di spiegarne la provenienza, poi gli accertamenti hanno fatto il resto: quelli erano i ricordi di una vita di una donna, finita vittima, solo una manciata di ore prima, di una delle classiche truffe agli anziani.
I due indagati sono stati fermati durante un controllo dalla Polizia Stradale di Sala Consilina. Gli agenti hanno controllato i documenti, poi è arrivato il momento di ispezionare l'automobile. E a quel punto, all'interno dell'abitacolo, hanno trovato lo zaino, accuratamente nascosto. Una volta aperto, è saltato fuori il tesoro. Che non fossero monili nuovi, era evidente. Ed era, quindi, probabile che non fossero di provenienza lecita. Alle domande dei poliziotti i due non sono stati in grado di fornire una spiegazione attendibile per il possesso di tutto quell'oro. La risposta è arrivata dai successivi accertamenti.
È infatti emerso che quei preziosi, tra i quali c'erano anche oggetti di particolare valore affettivo, arrivavano da Reggio Calabria e, per la precisione, dall'abitazione di una anziana del posto, raggirata e costretta a consegnarli al truffatore di turno. La donna era stata contattata da un uomo al telefono che si era qualificato come appartenente alle forze dell'ordine e le aveva detto di dover effettuare verifiche sui beni di valore che aveva in casa, probabilmente era riuscito a convincerla parlando di qualche indagine inventata su un altrettanto inventato furto avvenuto nei paraggi; poco dopo in casa della vittima si era presentata una donna che, dicendo di essere collega dell'altro, aveva ritirato tutto. I gioielli sono stati tutti riconsegnati alla vittima, che ha anche riconosciuto i due presunti responsabili. Gli indagati sono stati denunciati in stato di libertà per truffa aggravata in concorso e la società proprietaria dell'automobile è stata deferita all'Autorità Giudiziaria perché non aveva comunicato i dati relativi al noleggio.