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Fabio Ascione ucciso a 20 anni a Napoli con colpo al petto, non si esclude lo scambio di persona

Sulla morte di Fabio Ascione, ucciso a 20 anni da un proiettile esploso a Ponticelli, gli investigatori non escludono alcuna pista. Il ragazzo era incensurato e tornava dal lavoro.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Fabio Ascione, la vittima
Fabio Ascione, la vittima

Fabio Ascione, il ragazzo di 20 anni ucciso con un proiettile al petto questa mattina attorno alle 5, a Ponticelli, potrebbe essere stato vittima di uno scambio di persona. Gli investigatori, a quanto apprende Fanpage.it da fonti qualificate, non escludono nessuna ipotesi al momento. Il ragazzo era incensurato e non aveva legami con la criminalità organizzata, a quanto risulta. Secondo quanto ricostruito, dopo il lavoro in una sala Bingo, si era recato presso il Bar Lively in via Carlo Miranda, dove si era ritrovato assieme a degli amici, quando, attorno alle 5 del mattino di oggi, martedì 7 aprile, è rimasto vittima di una sparatoria.

Un'auto con a bordo due uomini avrebbe accostato e avrebbe sparato. Uno dei colpi avrebbe centrato Fabio al petto. Il ragazzo è morto all'ospedale Villa Betania, dove era stato portato dagli amici. Sulla vicenda indaga la Procura di Napoli e la Direzione Distrettuale Antimafia. Indagini delegate ai carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli e del nucleo operativo di Poggioreale, coordinati dal sostituto procuratore Alfredo Gagliardi. Al momento, non si esclude alcuna ipotesi. Le forze dell'ordine hanno interrogato i testimoni e acquisito alcuni video delle telecamere della zona. A terra non sarebbero stati ritrovati bossoli, che potrebbero essere caduti nell'abitacolo dell'auto. Non è chiaro se il bersaglio di chi ha sparato fosse un altro o se Fabio sia stato colpito da un proiettile vagante, magari nel corso di una stesa. Mentre tra le varie ipotesi è stata vagliata anche quella di una ritorsione a seguito di una lite.

IL M5S: "Non si può morire così"

"A prescindere di quale sia la matrice dell'omicidio del giovane Ascione a 20 anni – commenta Patrizio Gragnano, consigliere M5S della VI Municipalità – non si può morire in quel modo. Ad est della città c'è un enorme tema di dispersione scolastica e abbandono di un intero pezzo di popolazione ormai senza alcuna presa in carico. Le telecamere, da anni promesse non arrivano e nel quartiere con il più alto numero di scuole e dispersione scolastica stiamo ogni giorno a elemosinare risorse per non chiudere gli unici presidi veri che abbiamo. Troppe armi sono per la strada e troppo facile è reperirle a fasce di età sempre più giovani. Occorre un piano speciale di investimenti per Napoli est. Occorre aprire in città un grande dibattito sui temi della legalità e dello sviluppo con tutti gli attori".

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