Fa i nomi di chi ferì il 18enne Bruno Petrone: raid punitivo contro la sua abitazione

Aveva tentato di dare fuoco all'ingresso di un appartamento come "punizione" per il 17enne che stava collaborando con le forze dell'ordine che indagavano sull'accoltellamento del giovane calciatore Bruno Petrone, avvenuta nella zona dei baretti di Chiaia. Per questa vicenda, un 17enne napoletano è stato raggiunto stamane dai carabinieri e portato in comunità dopo un'ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni di Napoli su richiesta della Procura.
Il 17enne avrebbe usato liquido infiammabile e fiammiferi per incendiare un'abitazione privato in via Carlo De Marco lo scorso 12 gennaio. Ma grazie alle analisi delle immagini di videosorveglianza presenti in loco, gli investigatori sono riusciti a risalire a lui. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 17enne avrebbe così "risposto" alla collaborazione del coetaneo con le forze dell'ordine, che indagavano sul tentato omicidio del calciatore 18enne Bruno Petrone avvenuto lo scorso fine dicembre nell'area dei "baretti" di via Bisgnano nel quartiere Chiaia. Proprio la collaborazione del 17enne, che si costituì in caserma alla Pastrengo, avrebbe "causato" la ritorsione nei suoi confronti. Nei prossimi giorni, il 17enne portato in comunità sarà interrogato dal Giudice per le Indagini Preliminari. Al momento, per l'accoltellamento avvenuto tra il 26 e 27 dicembre scorsi, restano in carcere quattro minorenni: un 15enne e tre 17enni. Sono tutti accusati a vario titolo di tentato omicidio nei confronti di Bruno Petrone. L'aggressione era stata ripresa anche da un video, acquisito dagli investigatori durante le indagini: nelle immagini si vedono i cinque che arrivano in sella a due scooter e la rissa successiva, durante la quale il 18enne viene accoltellato.