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Elezioni europee 2024

Europee, la ricostruzione della cena che imbarazza il PD: Topo smentisce e precisa

Lello Topo prepara la sua campagna elettorale per le europee in una cena a Giugliano. Presenti ex Sindaci di Comuni sciolti per camorra, imprenditori colpiti da interdittiva antimafia e amministratori locali anti Pd. Topo smentisce e precisa.
A cura di Antonio Musella
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Lello Topo
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Si avvicinano le Elezioni Europee 2024 e iniziano le grandi manovre per la formazione delle liste per ambire ad un posto al parlamento di Strasburgo. Nel Partito Democratico sono settimane cruciali per la definizione delle liste, in particolar modo nella circoscrizione Italia Meridionale dove la quadra tra le varie anime del partito è tutt'altro che vicina. Si lotta tra tanti per avere un posto in lista e in lizza c'è anche Raffaele Topo, detto Lello, ex consigliere regionale ed ex senatore del Pd. Già sindaco di Villaricca in provincia di Napoli, Topo starebbe preparando la campagna elettorale provando a stringere accordi tra le aree di Napoli e Caserta. Tanti incontri, ed alcuni anche con personaggi con trascorsi chiacchierati, come nel caso della cena di fine febbraio di cui abbiamo ricevuto alcune foto.

La tavolata della cena elettorale, da sinistra: Lello Topo (dietro la vetrata), Lello De Rosa (maglione marrone), fratello del Sindaco di Casapesenna, Andrea Villano (con la barba) ex Sindaco di Orta di Atella, sciolto per infiltrazioni mafiose
La tavolata della cena elettorale, da sinistra: Lello Topo (dietro la vetrata), Lello De Rosa (maglione marrone), fratello del Sindaco di Casapesenna, Andrea Villano (con la barba) ex Sindaco di Orta di Atella, sciolto per infiltrazioni mafiose

A cena con l'imprenditore con l'interdittiva e l'ex Sindaco sciolto per camorra

In un ristorante di Giugliano in provincia di Napoli, lo scorso 29 febbraio, Lello Topo è stato immortalato a tavola con alcuni imprenditori della provincia di Caserta ed alcuni amministratori locali. Una prassi tutto sommato normale per chi vuole concorrere al parlamento europeo ed ha bisogno di molti voti. Ma a questa "tavolata" c'erano anche alcuni personaggi con un passato burrascoso. La tavola è apparecchiata a "ferro di cavallo", come per quelle cene dove si parla tanto e tutti gli interlocutori devono guardarsi in faccia.

Topo è seduto sulla sinistra, parzialmente coperto da una vetrata (nella prima foto, mentre è ben visibile nella seconda). Sul fronte sinistro della tavola centrale, c'è Salvatore Bizzarro, imprenditore del settore dei trasporti ed ex presidente del consiglio comunale di Marcianise in provincia di Caserta.

L'azienda di Bizzarro, "Autotrasporti Bizzarro" pochi mesi fa è stata colpita da interdittiva antimafia dalla Prefettura di Caserta che ne ha negato l'accesso alla "white list" delle imprese del settore. La decisione è stata confermata anche dal TAR che ha rigettato il ricorso ad ottobre scorso, l'accusa è quella di un legame dei dipendenti con il clan Belforte, operante proprio a Marcianise, città dove Bizzarro è stato consigliere comunale e anche proprietario della squadra di calcio, il Real Marcianise.

Alla stessa tavola era seduto anche  Andrea Villano, ex Sindaco di Orta di Atella, a destra del tavolo con maglione nero e barba. Il Comune fu sciolto durante la sua amministrazione nel 2019 per infiltrazioni camorristiche. A Villano fu contestato di avere agito in continuità con la precedente amministrazione, quella di Angelo Brancaccio, condannato al carcere proprio per camorra, ed aver affidato deleghe a persone legate ad ambienti malavitosi ed alle precedenti amministrazioni. Villano è stato anche dichiarato incandidabile, tanto che ha dovuto rinunciare alla successiva campagna elettorale.

Lo stesso Partito Democratico aveva preso nettamente le distanze dopo lo scioglimento della sua amministrazione per infiltrazioni mafiose. Villano nel 2022 è finito a processo per voto di scambio in una vicenda assai curiosa. L'ex Sindaco è accusato di aver distribuito mozzarella agli elettori in cambio del voto durante il ballottaggio delle elezioni comunali del 2018. Villano si è sempre difeso dicendo che si trattava di una iniziativa di una associazione di volontariato che distribuisce generi alimentari da molto tempo.

A tavola anche i fratelli De Rosa e Mario Casillo

Nella tavolata "a ferro di cavallo" compaiono anche Marcello De Rosa, Sindaco di Casapesenna, e suo fratello Lello De Rosa, funzionario del Comune di Teverola, sempre in provincia di Caserta. Il Sindaco Marcello De Rosa, nell'aprile del 2023 è stato condannato a 3 anni per falso in atto pubblico, per aver imposto ad un dipendente comunale il protocollo di una lettera di dimissioni di un consigliere comunale il quale non aveva mai né visto, né firmato l'atto. In passato fu indagato, e poi archiviato per presunti rapporti con i casalesi, e vive sotto scorta da quando subì una rapina in casa e fu preso in ostaggio dai malviventi insieme alla sua famiglia. De Rosa attualmente governa senza opposizione, infatti alle ultime elezioni, quelle che lo hanno incoronato Sindaco per la seconda volta, fu presentata una sola lista, la sua. Ricopre anche il ruolo di consigliere provinciale di Caserta.

I De Rosa a Casapesenna sono una famiglia politica importante, lo stesso Lello, fratello dell'attuale Sindaco, in passato è stato a sua volta vice Sindaco del Comune casertano, nell'amministrazione di Casapesenna guidata da Fortunato Zagaria e sciolta per infiltrazioni mafiose perché accusata di intrattenere legami con il boss dei casalesi, Michele Zagaria, al tempo latitante. Zagaria fu poi arrestato nel 2011 proprio a Casapesenna, dove svolgeva la latitanza in un bunker sotto terra. Oggi Lello De Rosa è funzionario pubblico del vicino Comune di Teverola.

Ma ci sono altre foto della cena pre elettorale di Lello Topo, e sono state anche pubblicate su alcuni profili social. In una di queste il candidato in pectore Lello Topo è accanto a Marcello De Rosa e a Mario Casillo, il potentissimo consigliere regionale del Partito Democratico, legato da lunga amicizia a Lello Topo. In passato i due si spartivano il consenso nella provincia di Napoli, Topo nell'area a Nord della città, e Casillo, come ancora oggi, nella provincia ad Est e nell'area vesuviana.

Un'altra foto della cena di sostegno a Lello Topo. Da sinistra, Mario Casillo, consigliere regionale del Pd, Francesco Di Gaetano, Assessore del Comune di Vitulazio, Lello Topo, Marcello De Rosa, Sindaco di Casapesenna
Un'altra foto della cena di sostegno a Lello Topo. Da sinistra, Mario Casillo, consigliere regionale del Pd, Francesco Di Gaetano, Assessore del Comune di Vitulazio, Lello Topo, Marcello De Rosa, Sindaco di Casapesenna

A raccolta gli anti – Pd

Tra i potenziali sostenitori di Topo per le prossime europee, figurano in questa cena anche diversi esponenti che hanno un rapporto tutt'altro che sereno con il Partito Democratico, che, ricordiamolo, dovrebbe essere proprio quello che candiderà Lello Topo alle europee. Abbiamo già detto di Andrea Villano, ex sindaco di Orta di Atella, sciolto per camorra e da cui il Pd prese immediatamente le distanze. Lo stesso partito non ha preso parte alle ultime elezioni comunali dove l'ex Sindaco, incandidabile, ha però apertamente sostenuto la lista "Orta al centro", nella coalizione di Antonio Santillo, di "Fare Democratico", la sola che si è presentata alle elezioni.

Tra le foto della cena pro Topo, c'è anche quella con Francesco Di Gaetano, assessore del Comune di Vitulazio, sempre in provincia di Caserta, che recentemente ha dato vita ad uno scontro durissimo proprio con il Pd. La sezione locale dei Dem infatti ha denunciato un episodio singolare, le associazioni anti mafia Libera e il Comitato Don Peppe Diana, avrebbero disertato un evento locale sui beni confiscati.

Il motivo è forse da ricercare nelle vicende giudiziarie del primo cittadino, Antonio Scialdone, di cui Di Gaetano è assessore. Scialdone ha beneficiato della prescrizione in un processo che lo vedeva imputato per voto di scambio, in cui era imputato insieme ad altre persone. Il circolo Dem ha denunciato la diserzione delle associazioni anti camorra, e Di Gaetano ha annunciato di aver querelato il circolo Pd per presunta diffamazione dell'amministrazione comunale. Lo stesso Sindaco in un recente video su Facebook definisce gli esponenti del Pd, "malati psichiatrici". Questi qui dovrebbero poi votare tra qualche mese per Lello Topo mettendo una X proprio sul simbolo del Pd.

Tra i grandi sostenitori di Topo anche Gennaro Oliviero, presidente del consiglio regionale della Campania, e già al centro dell'inchiesta di Fanpage.it sul congresso e alle primarie del Partito Democratico dello scorso anno. Chiaramente l'altro grande sponsor di Lello Topo è sicuramente Vincenzo De Luca. De Luca è già uscito con le ossa rotte dal congresso nazionale del Pd, con la vittoria di Elly Schlein alle primarie e la clamorosa sconfitta nella città di Napoli, dove la corrente della neo segretaria non ha solo vinto le primarie ma anche il congresso. Per i suoi sostenitori, tra cui c'era anche Lello Topo, ogni incarico futuro è diventato sempre più incerto. Ancora di più con il tramontare sempre più definitivo della possibilità di un terzo mandato per i presidenti di Regione, il peso politico di De Luca fuori da Salerno, va man mano scemando.

La replica di Lello Topo

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la richiesta di rettifica di Lello Topo:

"Gentile direttore,
le scrivo in relazione all’articolo pubblicato – sulla testata Fanpage.it in data odierna (29.03.2024) – a cura di Antonio Musella dal titolo: “Europee, la cena di Lello Topo imbarazza il PD: presenti sindaci sciolti per mafia e imprenditori con interdittiva” per segnalarLe, al di là del tono, ingiustamente e inutilmente, diffamatorio in generale, una serie di gravi inesattezze ed errori che, mi auguro, siano dovuti solo alla superficialità nella verifica delle notizie e non all’intento di danneggiare il Partito di appartenenza o la mia persona per finalità diverse da quelle di una libera cronaca.
Proprio per amore della verità, mi preme puntualizzare:
–    Non corrisponde al vero che la cena sia stata organizzata da chi le scrive. E’ vero che al tavolo c’era Marcello De Rosa, sindaco di Casapesenna in carica da circa 7 anni. Per quanto ne so, la sua amministrazione non è oggetto di scioglimenti. Rispetto a De Rosa, peraltro, si riferisce, nell’articolo un episodio giudiziario ancora non definitivamente accertato, ma si omette, invece, di riferire, accennandone soltanto, che è stato sotto scorta su indicazione della magistratura dell’Antimafia per  7 anni e non, come si riporta, solo per la rapina subita in casa, ma per il fatto di aver denunciato camorristi anni prima. Si omette anche di spiegare che si è sempre schierato contro la camorra di quell’area e del suo Comune, abbattendo l’abitazione del noto capoclan dei casalesi Zagaria. In ogni caso, si tratta di un amministratore e rappresentante di due istituzioni: il Comune e la Provincia (essendo vicepresidente della Provincia di Caserta).
–    Esponente politico della Provincia di Caserta è anche Gennaro Iodice, consigliere comunale del Comune di Curti, il quale è ritratto in foto con il “maglione grigio” che, nel vostro articolo è, erroneamente, individuato come Salvatore Bizzarro, descritto come imprenditore del settore dei trasporti colpito da interdittiva antimafia della Prefettura di Caserta e con legami con clan della zona di Marcianise. A prescindere dai “maglioni grigi” – successivamente tolti dall’articolo, dopo aver ravvisato l’errore – resta il fatto obiettivo, e verificabile peraltro, che non era presente a quella cena alcuna persona che si chiama Salvatore Bizzarro corrispondente a quella descritta nell’articolo. Mi dispiace difendermi da fake news, ma mi ritrovo a spiegare che non ravviso alcuna verifica in ciò che scrivete.
–    La circostanza falsa, su cui ci si sofferma lungamente nell’articolo e, soprattutto, nel titolo vi ha consentito di inserire ed accostare il sostantivo “imprenditori” con  la parola “interdittiva”: questo non può essere consentito.
Infine, quanto alla presenza di Andrea Villano – al netto di quanto possa ritenersi a proposito degli amministratori coinvolti in scioglimenti ma estranei a indagini per mafia – costui è venuto all’incontro con Marcello De Rosa per ragioni personali, essendo funzionario tecnico del suo Comune. Io non potevo saperlo né mi era stato annunciato. Non conoscevo i suoi trascorsi come amministratore nè mi è sembrato opportuno, in quel momento, chiedere conto dei suoi trascorsi come amministratore.
Non sono aduso, per cultura e scelta personale, ad adire le vie legali contro notizie giornalistiche che mi riguardano anche quando il sospetto, forte, è che l’intento non sia di informare ma, semplicemente, di infangare.
Per queste ragioni, chiedo quindi di eseguire inequivoche e immediate rettifiche, che devono essere pubblicate nella loro interezza e con la stessa visibilità dell'articolo di riferimento. In caso contrario, Le preannuncio che presenterò querela penale e azione civile contro la Sua testata."

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