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Epatite A a Napoli

Protesta dei pescivendoli per l’Epatite A a Napoli, in piazza Municipio anche i tiktoker: “Cali dell’80 per cento”

Protesta dei pescivendoli in piazza Municipio a Napoli. In piazza anche i tiktoker: “Cali dell’80 per cento nelle vendite dopo le ordinanze sull’Epatite A. Ma i nostri prodotti sono sicuri”. Martusciello (Fi): “Non penalizzare il commercio”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Immagine di repertorio
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Protesta dei pescivendoli in piazza Municipio a Napoli dopo l'ordinanza per contenere i contagi dell'Epatite A del sindaco Gaetano Manfredi – copiata anche in molti altri comuni della Campania – che ha vietato il consumo di frutti di mare crudi nei pubblici esercizi. I negozianti lamentano "cali delle vendite dell'80 per cento" e chiedono di migliorare la comunicazione. La vendita dei frutti di mare, infatti, non è vietata, così come non è vietato il consumo di questi prodotti, purché siano ben cotti, come specificato sia nei vademecum delle Asl che dalla Regione Campania. In piazza anche alcuni pescivendoli tiktoker.

Al momento i contagi da Epatite A in Campania sono sotto i 200, con una 50ina di persone ricoverate all'ospedale Cotugno di Napoli. L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che sta facendo i campionamenti, su 142 prelievi di frutti di mare nel Golfo di Pozzuoli e Napoli ha riscontrato 8 casi positivi, 7 di cozze e 1 di ostriche, nella zona tra Nisida, Varcaturo e Bacoli. Le produzioni dove è stata riscontrata la contaminazione sono state subito bloccate, mentre tutti gli altri controlli successivi non hanno riscontrato altri casi positivi. Le istituzioni sanitarie, quindi, hanno rassicurato che tutte le attività di prevenzione sono state poste in essere correttamente per salvaguardare la salute dei cittadini e la filiera.

La protesta dei pescivendoli in piazza Municipio a Napoli / Fanpage.it
La protesta dei pescivendoli in piazza Municipio a Napoli / Fanpage.it

Ciò nonostante, però, il contraccolpo sul mercato del pesce è fortissimo. I pescivendoli che si occupano della vendita al dettaglio lamentano cali dell'80 per cento delle vendite, legate alla paura dell'Epatite A. Il tutto sotto le feste di Pasqua, quando la richiesta di questi prodotti si impenna anche perché sono alla base dei tipici piatti della cucina napoletana come la famosa zuppa di cozze del Giovedì Santo.

La protesta dei pescivendoli: "Siamo rovinati"

Stamattina, decine di venditori di Napoli e provincia si sono riuniti a piazza Municopio, nello spiazzo antistante la sede del Comune di Napoli di Palazzo San Giacomo: "Siamo rovinati, nessuno compra più niente ed è per questo che siamo qui, dopo una domenica drammatica sotto il profilo degli incassi. Chiediamo ai media e al sindaco Manfredi, dopo il divieto di consumo di frutti di mare crudi, ordinanza adottata anche da diversi altri primi cittadini, di fornire una chiara informazione ai consumatori dopo i numerosi casi di epatite A. Non si può ridurre tutto a un divieto, senza aver stabilito la vera causa e definito i reali confini dell'aumento dei casi di epatite. Il sindaco deve capire che con questa ordinanza, accompagnata da una campagna denigratoria di stampa superficiale e da false notizie che circolano su internet, si rischia di mettere in strada centinaia di famiglie".

Il problema, spiega uno dei venditori, "non riguarda le nostre pescherie. La maggior parte dei prodotti vengono dall'Adriatico, da Venezia e dall'estero, Francia, Grecia. Prodotti ittici che sono controllati sia nei Paesi di provenienza che in Italia. Noi stiamo subendo perdite insostenibili e ingiustificate". "Si parla di epatite A – afferma un commerciante – e si fanno vedere le immagini di cozze. È chiaro che così nessuno le compra più. Se c'è un problema bisogna individuarlo ed affrontarlo. L'incubazione, come si sa, dura settimane ed è difficile stabilire in questo tempo cosa e dove abbia mangiato la persona che poi risulta colpita dal virus". "Ci aspettiamo che qualcuno ascolti le nostre istanze, altrimenti la prossima volta ritorneremo in piazza portandoci anche le famiglie", conclude.

Martusciello (FI): "Ordinanza incomprensibile, non penalizzare il commercio"

Sulla vicenda interviene Fulvio Martusciello, coordinatore regionale di Forza Italia: "Incomprensibile ordinanza di Manfredi fatta come sindaco di Napoli e non come presidente della città metropolitana. Se il contagio viene dall'altra flegrea l'ordinanza colpisce solo i ristoranti della città di Napoli ma non blocca la somministrazione di frutti di mare crudi nei comuni da dove si è sviluppato il contagio. Quindi i ristoratori della città di Napoli senza colpa vengono colpiti e penalizzati mentre i ristoratori colpevoli restano impuniti".

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