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Elezioni Regionali Campania 2020
26 Agosto 2020
16:35

Regionali, il video di Ciro Attanasio, candidato pro De Luca con lo slogan del boss di Gomorra

Il video di un candidato pro-De Luca alle Elezioni Regionali in Campania diventa virale. Motivo? Il suo slogan è quello del boss della serie tv Gomorra: “Ci dobbiamo riprendere tutto quello che è nostro”. Il protagonista, Ciro Attanasio, si giustifica: “Ho giocato con i cliché che ruotano intorno alla serie televisiva”.
A cura di Ciro Pellegrino
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«Je so' Ciro e m0 ‘ c'hamma piglia' tutto chello che è ‘o nuosto…sanità, rifiuti, turismo, lavoro, ma soprattutto dignità e rispetto…». Quando parla Ciro Attanasio, operatore socio sanitario, il suo accento marcato è quello dell'entroterra napoletano: Camposano, Marigliano, le zone in cui si gioca una partita all'ultimo voto tra i candidati alle Elezioni Regionali in Campania del prossimo settembre. E il candidato pro-De Luca, aspirante consigliere regionale nelle liste di Più Europa in Campania, ci mette di tutto: un po' di don Pietro Savastano della serie tv Gomorra (ci dobbiamo riprendere tutto quello che è nostro)  e forse pure un po' di Massimo Troisi. I video elettorali di Ciruzzo hanno un effetto comico incredibilmente potente e diventano virali, lui non la prende benissimo perché la frase estrapolata dalla serie tv sulla camorra diventa inevitabilmente oggetto di reprimenda politica in tempi di campagna elettorale.

Il candidato, non ci sta e su Facebook si sfoga, ma la pezza è peggiore del buco: «Ho giocato con i cliché che ruotano intorno alla serie Gomorra, consapevole che avrebbero scatenato l'inferno, e diviso a metà l'opinione pubblica. Ed è esattamente quello che volevo. È chiaro che il principio di legalità è profondamente radicato nel mio Dna, però questo è servito a sottolineare le tante contraddizioni e differenze che abbiamo nella nostra terra». Così l'operatore socio sanitario con un passato nella destra di Fratelli d'Italia e ora devoto a Vincenzo De Luca,  si sfoga con un rap che è un capolavoro trash.

Va oltre l'inevitabile sorriso ironico l'analisi di Marcello Ravveduto, storico  e docente universitario a Salerno,  attentissimo studioso del rapporto fra il linguaggio, la politica, i media e certe suggestioni criminali:

Se le liste elettorali fossero state compilate con sapienza, un candidato che cita la frase di un camorrista immaginario come messaggio elettorale non sarebbe dovuto entrare nella formazione politica erede dei radicali, pacifisti e contrari alla cultura della morte. Come si giustifica questa presenza con il sostegno a campagne come "Nessuno tocchi Caino" o alle attività di Amnesty International? I dirigenti regionali di Più Europa si sono distratti o qualcuno ha fatto le liste al loro posto? Chi gli ha suggerito la strategia comunicativa ha commesso un errore. Dire "c‘hamma arripiglia' tutto chello ch'è nuosto" seguito da una serie di etichette: "sanità, rifiuti, turismo, industria, lavoro, ma soprattutto dignità e rispetto" è sbagliato per 2 motivi.

Il primo: il candidato appartiene alla coalizione che ha già in mano il governo della Regione. Ciò che andava preso è stato già preso, a meno che quel noi non sia un plurale maiestatis che nasconde un obiettivo individuale molto più prosaico.

Il secondo: se il candidato dice che deve riprendersi dignità e rispetto a qualcuno viene il sospetto che fino ad ora questi due valori non sono stati centrali nel governo della cosa pubblica in Campania. Può essere, ma se lo dice un spot elettorale a sostegno del candidato uscente mi sembra quantomeno paradossale, eufemisticamente parlando. Tutto questo Attanasio non lo sa.

Più Europa, Falasca: "Battuta provocatoria"

Dopo le polemiche scoppiate in seguito alla diffusione dello spot elettorale di Ciro Attanasio, candidato nelle liste napoletane di Più Campania in Europa, che rievoca le frasi di Gomorra, oggi a parlare è il vicesegretario nazionale Piercamillo Falasca, che prende posizione in merito alla vicenda ma soprattutto risponde a chi ha aspramente criticato la scelta comunicativa di Attanasio.

‘’In questi giorni, qualcuno ha criticato la comunicazione personale di un nostro candidato, che ha usato provocatoriamente una battuta di Gomorra", sostiene Falasca. "Le provocazioni riescono o non riescono, ma tali restano. Gomorra è solo un film. Anziché scandalizzarci per le battute, dovremmo invece riflettere su cosa fare concretamente per battere la criminalità organizzata: ad esempio, legalizzare le droghe leggere, che sono un vero e proprio bancomat per le mafie. Le liste di Più Campania in Europa sono composte da professionisti, amministratori locali, lavoratori e attivisti di partito, tutti espressione della migliore società campana, quella che vogliamo portare nelle istituzioni. Non tutti possono dire lo stesso".

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