Eav, i sette sindacati dei lavoratori di Circumvesuviana sono divisi sui nuovi premi di risultato
Qualcosa che non va, c'è. E lo si capisce dalle parole, messe nere su bianco, da cinque dei sette sindacati dei lavoratori che operano in Eav, l'azienda dei trasporti della Regione Campania che gestisce Circumvesuviana, linee flegree, Metrocampania e suburbane. Il tema è quello dei premi di risultato proposti ai lavoratori dell'Ente autonomo Volturno, anticipati da Fanpage qualche giorno fa.
L'accordo è stato siglato a maggioranza e nella nota che illustra il patto le organizzazioni che lo hanno siglato, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Ugl sono esse stesse scettiche. Scrivono: «Siamo consapevoli che l'accordo è stato firmato senza l'ampia e dovuta discussione che avrebbe meritato […] purtroppo i tempi sono stati brevissimi, meglio provare a rischiare […] non è la prassi che ci piace ma non firmare avrebbe penalizzato solo i lavoratori». Chi non ha firmato sono due sigle: Or.Sa trasporti e Usb Trasporti che hanno invece parole dure sul patto voluto dal nuovo amministratore unico Pietro Diamantini.
Ma cosa prevede l'intesa, firmata qualche giorno fa da parte dei sindacati al tavolo col capo del Personale di Eav, Alfonso Esposito? L'azienda dei trasporti punta a ridurre le assenze sul luogo di lavoro. I dati dicono che il problema esiste. Nel primo semestre 2026 la Direzione Trasporto Automobilistico, cioè gli autobus, registra un tasso di assenza del 21,3 per cento, il più alto delle diciassette strutture aziendali, e non scende sotto il 18,7 da cinque anni. La Manutenzione Materiale Rotabile si ferma al 6. Il Trasporto Ferroviario è salito dal 15,58 del primo semestre 2025 al 18,92.
L'accordo Eav sul Premio di risultato 2026 cambia la regola: la presenza non è più uno dei tre obiettivi, è la leva che aziona o meno l'intero bonus. Un anno fa, col precedente accordo, chi superava il tetto perdeva una quota, oggi perde tutto. Il premio vale 1.700 euro se scelto in servizi e welfare (la legge prevede sgravi), 1.261 se incassato in busta paga. La regola è chiara. Il premio pieno spetta solo a chi è presente il cento per cento dei giorni. Da lì in giù cala in proporzione: 1.615 euro al 95 per cento di presenza, 1.581 al 93, 1.564 al 92. Sotto il 92 per cento il premio sparisce.
Tradotto in giorni, la soglia è più concreta. L'intesa fissa i giorni di presenza teorici di ciascuna figura professionale: 239 per gli agenti di condotta e gli agenti treno, 278 per gli operatori di esercizio, 230 per gli amministrativi. L'otto per cento di quei giorni, il limite oltre il quale si azzera tutto, corrisponde a 19 giornate per un macchinista e a 18 per un impiegato. Fino a diciannove giorni il macchinista incassa 1.564 euro. Al ventesimo incassa zero. Non tutte le assenze contano: restano fuori dal conteggio i permessi della legge 104, gli infortuni sul lavoro che non siano avvenuti in itinere, i congedi obbligatori di maternità e paternità e i ricoveri ospedalieri.
Ed è su quest'aspetto che si innesta la polemica di Usb che contesta un punto preciso, l'articolo 6, secondo cui viene considerata presenza effettiva solo quella prestata per l'intero turno assegnato, e – sostiene il sindacato – lo sciopero non è equiparato alla presenza. Vuol dire che chi lavora mezzo turno e poi aderisce a due ore di astensione non subisce solo la trattenuta sulle ore non lavorate, ma perde l'intera giornata dal conteggio. Ogni sciopero, insomma, brucia una delle diciannove giornate disponibili. L'accusa di Usb è che si tratta d'un modo di rendere più caro lo sciopero senza vietarlo. Stando ai dati della Commissione Garanzia Sciopero, sulla sola azienda Eav, dall'inizio dell'anno 2026 ad oggi sono stati proclamati undici scioperi, sei dei quali però revocati.