Eav, De Gregorio commenta il blocco dei suoi pagamenti: “Sono sereno, non mi sono autonominato”
«Apprendo dalla stampa che la Regione Campania avrebbe bloccato i pagamenti nei miei confronti per irregolarità nella mia nomina a Direttore Generale di Eav. Sono assolutamente sereno», scrive sui social Umberto de Gregorio, per undici anni ai vertici dell'Ente Autonomo Volturno, società di trasporti regionale (Circumvesviana, linee flegree, MetroCampania). L'ex numero uno di Eav, 68 anni, risponde alla notizia di Fanpage sullo stop ai pagamenti disposto la scorsa settimana dagli uffici regionali. Riferendosi alla presunta incompatibilità fra i due ruoli che ha cumulato in parte degli anni in Eav, quello di presidente del CdA e di direttore generale, che la questione «è stata affrontata in questi anni in sede ANAC, in sede penale, in sede di giustizia civile ed in sede di giustizia amministrativa. Tutto regolare». E, conclude «come sempre sono fiducioso anche questa volta che una volta acquisiti gli elementi necessari, tutto risulterà regolare». La chiusura del suo intervento è più politica: «Non posso non evidenziare che sono stato nominato direttore generale dal socio Regione Campania, non mi sono autonominato. Ho lavorato con grande impegno e responsabilità rinunciando al compenso come amministratore e percependo, su indicazione del socio, solo quello previsto per il precedente Dg».
Sul fronte sindacale, USB Lavoro Privato-Trasporti Campania non aspetta la giornata per intervenire. Nel comunicato firmato da Marco Sansone, Adolfo Vallini e Vincenzo Pinto la sigla rivendica anni di denunce rimaste, a suo dire, senza risposta: già nel 2022 il sindacato indicava pubblicamente de Gregorio come «Presidente, nonché Direttore Generale dell'Eav», segnalando premi alla dirigenza mentre ai lavoratori veniva rappresentata l'assenza di risorse. Nel 2023, scrive ancora USB, le denunce hanno riguardato la gestione del personale e dei fondi pubblici, oltre a carenze negli organici operativi e criticità sulla sicurezza, «fino alle denunce riguardanti anomalie o manomissioni dei presidi di emergenza sul materiale rotabile».
«Oggi tutti parlano di Eav, di governance, compensi, incarichi, sicurezza e qualità del servizio. USB queste battaglie non le scopre oggi», si legge nel comunicato, che punta il dito anche contro una parte del sindacato confederale, accusata di aver scelto «il silenzio o un modello di relazioni sindacali molto più accomodante». La domanda che il sindacato pone ora riguarda i controlli: «Dove erano allora quelli che oggi scoprono i problemi di Eav?» e, soprattutto, «chi doveva controllare? Quali controlli sono stati effettuati e con quali risultati?».
Sulla stessa linea temporale si muove il Comitato Pendolari Vesuviani, che in un comunicato firmato dal presidente Enzo Ciniglio, dal vicepresidente Salvatore Ferraro, da Marcello Fabbrocini (Comitato civico A. Cifariello di Ottaviano) e da Salvatore Alaia (Comitato civico E(A)Vitiamolo Sperone) annuncia il rilancio della mobilitazione per la riapertura della linea Napoli-Baiano e per tutte le linee vesuviane. «Basta camminare per strada, prendere un treno o attendere su una banchina per incrociare lo sguardo dei compagni di viaggio», dichiarano i pendolari, che citano la domanda che si sentono rivolgere «decine di volte in questi giorni»: se davvero si riuscirà a riaprire la Napoli-Baiano e se il servizio cambierà su tutte le linee.
Tra le richieste del comitato, il rifiuto della «normalizzazione del disservizio», il rafforzamento del fronte con i sindaci dei territori della tratta e la richiesta di «trasparenza tecnica e cronoprogrammi certi». Con l'avvicinarsi della riapertura delle scuole a settembre, i pendolari avvertono: «Il tempo delle promesse e dei rinvii è definitivamente scaduto. La nostra voce continuerà a farsi sentire con determinazione in tutte le sedi, fino a quando viaggiare con dignità non sarà più un miraggio quotidiano».