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È morta a 87 anni Nora Puntillo, la cronista che raccontò il sacco edilizio di Napoli e le catastrofi del sottosuolo

Firma de L’Unità e del Paese Sera è stata per decenni un riferimento del giornalismo cittadino, tra inchieste urbanistiche e libri sul sottosuolo della città.
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Capo cronaca Napoli
Nora Puntillo, giornalista e militante comunista
Nora Puntillo, giornalista e militante comunista

Una storia di donne nel giornalismo e nella militanza comunista nel Novecento, semmai verrà scritta, dovrà avere un lungo capito dedicato alla figura di Eleonora "Nora" Puntillo, morta a 87 anni oggi 12 luglio 2026, nella sua città.

Classe 1938, laureata in Filosofia, diplomata nel '56 al Vico, liceo "rosso" dell'Infrascata, come un tempo veniva chiamata via Salvator Rosa, fu militante della Fgci, la Federazione giovanile comunista e iniziò a scrivere su un giornalino di protesta al Vomero. Da lì, erano gli anni che preparavano il primo sacco edilizio della città, Nora Puntillo iniziò a documentarsi e denunciarlo. Fu l'inizio di una battaglia che portò avanti per tutta la vita.

Sul giornale fondato da Antonio Gramsci l'inevitabile gavetta e poi il passaggio, da responsabile della redazione napoletana, all'altro giornale del Pci, il Paese Sera. Nel 1990 al quotidiano Il Roma, dove guidò la redazione cronaca coordinando il lavoro di una pattuglia di giovani giornalisti. Poi editoriali, interviste, interventi, libri.

Ma una biografia a grandi linee non rende in pieno il peso del lavoro di Nora Puntillo nel mondo del giornalismo napoletano. Bisogna andare a scandagliare i temi trattati in decenni di lavoro per capire la sua rilevanza nella società cittadina. Un esempio: la denuncia delle mappe comunali alterate per favorire la speculazione edilizia durante la sindacatura dell'armatore Achille Lauro, uno scempio che purtroppo diede vita a qualcosa di visibile tutt'oggi: la "grande muraglia" di cemento che al Vomero, da via Kagoshima, ha mangiucchiato un'intera collina con orribili palazzoni.

Del giornalismo un tempo si nutriva il cinema politico e quello di Francesco Rosi, col suo film più importante, "Le mani sulla città" del 1963, deve sicuramente alla cronista napoletana molti spunti. È Puntillo la «piccola donna, cronista di grande intelligenza e scrupolo» ritratta da Ermanno Rea nel romanzo "Mistero napoletano", che racconta l'epopea dei militanti e giornalisti dell'Unità di Angiporto Galleria (oggi piazzetta Matilde Serao)  lì dove Rea torna per ricostruire il suicidio di Francesca Spada.

Tra le pubblicazioni di maggior valore, quelle sulla storia urbana e sul sottosuolo di Napoli, tra cui "Grotte e caverne di Napoli" molto apprezzato anche in termini di vendite e il rilevante libro-inchiesta "Le catastrofi innaturali" che per portata del lavoro ricorda l'opera di un'altra grande giornalista comunista, quella Tina Merlin che in Friuli, dalle pagine de L'Unità, denunciava la folle diga che poi portò al disastro del Vajont.  Sposata col fotoreporter Antonio Grassi, il cui patrimonio di immagini fu donato dalla vedova qualche anno fa alla Società napoletana di storia patria, Puntillo ha trasmesso l'amore per il giornalismo al figlio, Paolo Grassi, oggi responsabile dell'edizione campana del Corriere del Mezzogiorno.

Numerose le attestazioni di cordoglio per la scomparsa della cronista napoletana. Ottavio Lucarelli, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, l'ha definita «un pilastro del giornalismo politico nazionale. Le sue note di politica sono pezzi che ogni giornalista dovrebbe leggere e rileggere per comprendere come un articolo può essere profondo e allo stesso tempo comprensibile, di facile lettura». Antonio Bassolino, già sindaco di Napoli dice: «Grandi il dispiacere e la tristezza per la scomparsa di Nora: giornalista di straordinario valore, da sempre in prima linea sulle grandi questioni urbanistiche, bellissima persona».

Lucia Valenzi, figlia di Maurizio, il sindaco comunista che fu grande amico di Puntillo, scrive: «Intelligente, spiritosa, aperta, curiosa, protagonista del giornalismo napoletano. Un giornalismo concepito nella sua versione più seria e onesta. Una mancanza incolmabile». Sandro Ruotolo, già giornalista Rai, oggi eurodeputato Pd, la ricorda: « Per tanti di noi Nora ha rappresentato un punto di riferimento straordinario. Cronista di razza. Era un punto di riferimento per rigore, passione e serietà. Non si accontentava mai delle prime risposte, non era mai superficiale: cercava sempre di approfondire, di capire, di andare oltre l’apparenza».

La commemorazione funebre lunedì 13 luglio, in via Terracina, vicino  al cimitero di Fuorigrotta, nella saletta delle pompe funebri Salemme dalle ore 10.30 alle 15.30.

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