18 Maggio 2022
16:45

Duplice omicidio a colpi di kalashnikov, arrestato esponente del clan dei Casalesi

Dopo 18 anni c’è un nome per il duplice omicidio di Brezza a Grazzanise: un agguato a colpi di kalashnikov ordinato dalla fazione Schiavone dei Casalesi.
A cura di Giuseppe Cozzolino

Un agguato di camorra eseguito a colpi di kalashnikov quello per il quale è stato arrestato quest'oggi uno degli esponenti della frazione Schiavone del clan dei Casalesi. Indagini lunghe e laboriose che hanno permesso di risalire al nome di chi, assieme ad altre tre persone, scatenò l'inferno in località Brezza di Grazzanise, uccidendo due persone.

L'omicidio avvenne nella notte del 10 ottobre 2003, quando su uno stradone della frazione Brezza di Grazzanise, in provincia di Caserta, alcune persone a bordo di un'automobile Alfa 75 si affiancarono ad una Opel Corsa sulla quale viaggiavano Domenico Apuzzo, 33 anni, e il cognato Salvatore Natale, 40 anni. Gli spari, l'inseguimento, l'auto delle vittime che esce di strada e che finisce in un canale di scolo: qui, i sicari si avvicinano e li finiscono a colpi di pistola alla testa.

La brutalità dell'agguato non lascia spazio a ipotesi: c'era la camorra dietro il duplice omicidio. Apuzzo aveva piccoli precedenti per furto, il cognato Natale era invece incensurato. Gli inquirenti collegano l'agguato all'incendio, avvenuto poco tempo prima, nei pressi di un'azienda bufalina ritenuta di proprietà di un boss dei Casalesi, e sospettano che forse Apuzzo potesse essere stato tra coloro che avevano appiccato l'incendio, e la sua vicinanza a Salvatore Nobis, uno dei nomi di riferimento nell'orbita di Francesco Schiavone ‘o Cicciariello non fa che aumentare i sospetti.

Ed è proprio questo il movente che gli inquirenti oggi hanno identificato: ovvero, la volontà da parte  della fazione Schiavone del clan dei Casalesi "di riaffermare la propria supremazia ed il proprio predominio sul territorio", uccidendo i due uomini ritenendoli i responsabili "di alcuni incendi di natura dolosa divampati all’interno dei fienili di aziende bufaline della zona". L'uomo per il quale è stato disposto il carcere, si trova già dietro le sbarre per altri procedimenti.

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