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Dimensionamento scolastico, la strategia della Regione Campania: farsi commissariare e far tagliare i plessi al governo

La giunta regionale di Fico potrebbe fare come l’Emilia-Romagna: contestare i tagli del governo Meloni senza disporre gli accorpamenti delle scuole, costringendo lo Stato a nominare un commissario ad acta.
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Andrea Morniroli e Roberto Fico
Andrea Morniroli e Roberto Fico

Il primo muro contro muro della Regione Campania di Roberto Fico col governo di centrodestra di Giorgia Meloni sarà sulla scuola, in particolare sul dimensionamento scolastico disposto dal ministero all'Istruzione retto da Giuseppe Valditara.

Ci aveva pensato già il precedente governatore, Vincenzo De Luca, a dichiarare battaglia, presentando ricordo al Tar contro il piano ministeriale. Inizialmente il Tribunale amministrativo della Campania aveva accolto il ricorso della Regione, bloccando il taglio delle autonomie scolastiche e contestando i criteri numerici del ministero. Tuttavia, il successivo appello del ministero dell'Istruzione al Consiglio di Stato ha ribaltato la situazione: i giudici di secondo grado hanno bloccato la decisione del Tar. Di conseguenza, per l'anno scolastico 2025/2026, il dimensionamento è diventato pienamente operativo in Campania secondo i parametri nazionali.

Dimensionamento scolastico, l'opzione Emilia-Romagna

La delega regionale alla Scuola è in mano al Partito Democratico, l'assessore al ramo è Andrea Morniroli,  cooperatore, entrato in giunta su scelta della segretaria nazionale Dem Elly Schlein. Non stupisce quindi che la prossima mossa guardi all'Emilia-Romagna, dove la giunta guidata dal Pd Michele de Pascale sta adottando la tecnica della desistenza politica. In pratica l'Emilia-Romagna, già diffidata dal ministero nel procedere ai tagli, con una delibera ha comunicato al governo che rinuncia al termine concesso nella nota ministeriale, e ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare con un eventuale commissario ad acta nominato dal Consiglio dei Ministri.

Un atto chiaramente politico: la Regione si farà commissariare, così a operare i tagli sarà il governo. De Pascale e l'assessora al ramo Isabella Conti hanno spiegato la ratio della decisione: «La mancata adozione del piano è il risultato di una reale impossibilità tecnica: applicare il parametro previsto significherebbe compromettere la qualità di uno dei sistemi scolastici più efficienti del Paese».

La recente riunione degli assessori Dem Cuomo, Casill e Morniroli, col segretario De Luca
La recente riunione degli assessori Dem Cuomo, Casill e Morniroli, col segretario De Luca

La Regione Campania di Roberto Fico potrebbe intraprendere la stessa strada. Se n'è parlato nella recente riunione dei tre assessori dem, Morniroli, il vicepresidente Mario Casillo ed Enzo Cuomo, con il segretario regionale del partito, il deputato Piero De Luca, che sostiene la linea Schlein di battagliare sui tagli imposti dal governo Meloni.

Pure perché tutti i comuni campani guardano all'orientamento di Palazzo Santa Lucia. Lo scorso 29 dicembre, l'ultimo vertice al Comune di Napoli ha fatto scaturire una posizione  – seppur contraria al provvedimento – ma mettendo nero su bianco uno «spirito di leale collaborazione interistituzionale» dell'Amministrazione guidata da Gaetano Manfredi. Una sortita giudicata "moscia" da molti, rispetto alla battaglia ingaggiata dal centrosinistra nazionale su tagli e manovra finanziaria.

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