Vincenzo De Luca, come ci si attendeva, ha fatto sentire con veemenza la propria opinione sulle scene di caos e assembramenti nel fine settimana a Napoli: migliaia di persone si sono riversate tra Lungomare e Vomero in strada, complice le belle giornate di sole, le foto in tempi di Covid sono diventate un caso politico e sono arrivate anche sui giornali stranieri.  «Abbiamo visto – attacca il governatore -. Esempi di comportamenti scandalosi e irresponsabili sul piano delle competenze istituzionali e delle responsabilità personali. Sono clamorose e davvero insostenibili le immagini del lungomare di Napoli con assembramenti vergognosi e nella più totale assenza di ogni forma di controllo. Agli occhi dell'Italia basterebbero quelle immagini per motivare una zona stra-rossa al di là dei dati ospedalieri e sanitari». Il riferimento anche stavolta chiaro, è al sindaco di Napoli Luigi De Magistris che aveva annunciato di non voler chiudere il lungomare partenopeo per evitare un effetto di affollamento sulle altre strade.

Nella sua dichiarazione, il presidente della Regione parla di «Vicende intollerabili.  Uno sciacallaggio mediatico senza precedenti sulla sanità campana, teso ad accreditare l'idea di manovre oscure messe in atto per nascondere la realtà. Il ripetersi di dichiarazioni indecenti da parte di gente che non ha mosso un dito in questo anno per esercitare una sia pur minima azione di contrasto al Covid e dichiarazioni estemporanee di qualche “consulente” scientifico che continua ad esternare a ruota libera».

L'attacco qui è al consulente del ministero della Salute Walter Ricciardi, ex capo dell'Istituto superiore di Sanità in quota Matteo Renzi. Ricciardi a più riprese ha affermato che la Napoli e provincia dovrebbero essere dichiarate zona rossa.

Scrive De Luca nella nota inviata anche al ministro della Salute Roberto Speranza:

L'insieme di questi episodi richiede assolutamente una operazione verità a tutti i livelli. Essendo io l'unico che si è assunto la responsabilità di sollecitare già da mesi, in dissenso dal Governo, misure nazionali rigorose e unitarie per il contenimento preventivo del contagio, chiedo ora al ministro della Salute un confronto di merito e pubblico sui dati oggettivi del sistema sanitario campano, nell'ambito di una verifica generale e ineludibile dei dati di tutte le regioni d'Italia. È indispensabile la più assoluta trasparenza. Non abbiamo da occultare né da attenuare nulla di nulla. Credo sia interesse comune non tollerare zone d'ombra e verificare con chiarezza la realtà degli ospedali, delle terapie intensive, dei ricoveri, del tasso di mortalità, del personale.

Tutto questo, anche per rispetto del lavoro immenso fatto dal nostro personale sanitario, che ha fatto della Campania la regione con la più bassa mortalità Covid d'Italia. Tale lavoro non può essere svilito né dalle aggressioni mediatiche, né dagli esempi di irresponsabilità, che dovranno ricevere comunque risposte dure a tutela della vita dei nostri concittadini.