La lettera racconta il viaggio da Pozzuoli a Santorini: “Ombrellone e lettino gratis, niente consumazione obbligatoria”
Se hai esperienze da raccontare sull'estate a Napoli e in Campania e sulle spiagge libere e private, puoi scriverci all'email segnalazioni@fanpage.it oppure qui.
Lettino e ombrellone senza pagare un euro. Non a Baia o a Bacoli, ma sulle spiagge di Santorini, l'isola greca delle Cicladi, nel Mar Egeo. È qui che Antonio, di Pozzuoli, ha trascorso le vacanze di quest'estate, e da qui è partita la lettera che ha inviato a Fanpage per raccontare un modello di gestione delle spiagge molto diverso da quello che conosce sul litorale flegreo.
«Praticamente tutto il litorale è caratterizzato da aree con lettini e ombrelloni gestite direttamente dai bar e dai ristoranti presenti nelle immediate vicinanze», scrive il giovane puteolano. «L'accesso alla spiaggia è libero e non viene richiesto alcun pagamento per utilizzare lettino e ombrellone». E aggiunge un dettaglio che lo ha colpito ancora di più: «Non esiste neppure, almeno nelle strutture che ho frequentato, un obbligo di consumazione minima». Il meccanismo, spiega Antonio, è semplice: il gestore mette a disposizione gratuitamente lettini e ombrelloni e guadagna sulle consumazioni fatte direttamente in spiaggia, con cibo e bevande serviti sotto l'ombrellone. «La cosa che mi ha colpito maggiormente», racconta, «è che, se una persona vuole, può tranquillamente portarsi da casa il proprio cibo e le proprie bevande».
Un sistema che, almeno nell'esperienza del lettore, non scoraggia i clienti dei bar e dei ristoranti. «Ho visto moltissime persone consumare nei locali e utilizzare il servizio», scrive. «Personalmente ho trovato assolutamente ragionevole spendere anche 10-15 euro per una consumazione quando, in cambio, si usufruisce di un servizio di qualità, con lettino, ombrellone, infrastrutture curate e servizio direttamente in spiaggia».
Antonio non entra nel merito delle eventuali agevolazioni riservate in Grecia agli operatori che investono nell'attrezzatura delle spiagge, e lo dichiara apertamente: «Non so se in Grecia esistano forme di agevolazione o condizioni particolari per gli operatori, quindi non vorrei fare affermazioni non verificate su questo punto». Ma il dato che dice di aver constatato di persona è netto: «Il modello funziona: le persone utilizzano le strutture, consumano volentieri e sembrano soddisfatte». Da qui la domanda che chiude la sua lettera e che rilancia il dibattito italiano sulle concessioni balneari: perché non applicare un modello simile anche in Italia, con spiagge accessibili e infrastrutture messe a disposizione dagli operatori, remunerati attraverso ristorazione e servizi invece che con un costo fisso a carico del bagnante per lettino e ombrellone.