La lettera sul “brutto vizio” sulle spiagge libere del Cilento: occupate da ombrelloni piazzati tutto il giorno

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Un lettore di Caserta racconta il Cilento: sulla spiaggia libera di Casal Velino gli ombrelloni restano piantati anche quando i proprietari se ne vanno per ore.

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Un ombrellone piantato all'alba, un asciugamano steso, e poi il nulla per ore. Sul lungomare di Casal Velino, perla del Cilento, la spiaggia libera segue una regola non scritta che con la parola «libera» ha poco a che fare. A raccontarla a Fanpage.it è Ciriaco, lettore di Caserta che da anni fedelmente affitta una casa in zona e trascorre lì, con piacere, le sue estati. Nella segnalazione descrive un tratto di arenile demaniale, quello che dovrebbe restare di libera fruizione accanto ai lidi attrezzati, trasformato di fatto – sostiene – in una sequenza di postazioni private senza alcun titolo.

«Nel periodo estivo fruisco del lungomare di Casal Velino dove insistono lidi attrezzati e spiaggia demaniale di libera fruizione, o almeno dovrebbe essere», scrive Ciriaco. Il condizionale non è casuale: secondo la sua testimonianza, in queste aree «il malcostume è diventato una regola».

Il meccanismo, per come lo descrive il lettore, sembra un po' come quello di certe aule super affollate all'università, coi posti occupati da compagni di corso per conto di persone che magari non si presenteranno mai a lezione. «Soggetti, purtroppo molti, installano gli ombrelloni, numeri a piacere, e poi l'area diviene di proprietà fino alla fine della giornata», racconta Ciriaco. Chi arriva presto occupa uno spazio ben più ampio di quanto userebbe davvero, e da quel momento il tratto di spiaggia smette di essere pubblico.

Il punto più critico riguarda gli orari. Non si tratta di persone che restano sull'arenile dalla mattina alla sera, ma di postazioni tenute libere anche in loro assenza. «Vengono quando vogliono, vanno a pranzo e ritornano quando vogliono», denuncia Ciriaco. Nel frattempo, chi arriva in spiaggia e trova gli ombrelloni piantati ma nessuno sotto non ha alternative.

«Il povero cittadino di serie zero, per fruire dell'area, deve attendere sperando che questi signori decidano di andarsene», scrive ancora il lettore, che rivendica il diritto – teoricamente garantito dalla legge sul demanio marittimo – di usare liberamente uno spazio libero, senza dover chiedere il permesso a chi lo ha occupato per primo con un ombrellone e se n'è andato. La segnalazione si chiude con una domanda che Ciriaco rivolge alle autorità competenti: che fine hanno fatto i controlli sulle spiagge libere del Cilento, al di là di quelli «annunciati e in periodi preannunciati», facilmente aggirabili da chi occupa l'arenile abusivamente.

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