Ciro Migliore, il ragazzo trans arrestato oggi con l'accusa di essere uno spacciatore nel blitz dei carabinieri nel quale sono state notificate 55 misure cautelari, era già finito in manette per reati di droga: l'8 aprile 2019, mentre era già sottoposto all'obbligo di firma, era stato bloccato dai carabinieri della Tenenza di Caivano (Napoli) al termine di un inseguimento. Venne sottoposto alla stessa misura cautelare, ancora in vigore quando è scattato l'arresto odierno.

Il giovane si trova attualmente nel carcere femminile di Pozzuoli; la struttura è stata scelta in quanto, nonostante il 23enne si identifichi come uomo e abbia avviato un percorso di transizione, all'anagrafe e soprattutto fisicamente è ancora donna). Le indagini che hanno portato all'ordinanza di oggi sono state condotte tra il marzo e il maggio 2018; al giovane vengono contestati diversi episodi di spaccio di droga (senza l'aggravante associativa).

Migliore era fidanzato con Maria Paola Gaglione, la ragazza morta in un incidente stradale causato dal fratello di lei nel settembre scorso. Era la notte tra il 10 e l'11 settembre e lo scooter su cui viaggiavano i due ragazzi venne inseguito da Michele Gaglione, che durante la corsa colpì anche il mezzo per cercare di costringere Ciro a fermarsi. Ad Acerra, in via degli Etruschi, la cosiddetta Palmentella, lo scooter finì fuori strada e Maria Paola, scaraventata a terra, rimase mortalmente ferita alla gola da un tubo di irrigazione. Ciro ha sempre raccontato che il loro rapporto veniva ostacolato per omofobia, mentre la famiglia di Maria Paola, respingendo quelle accuse, ha lasciato intendere di essere contraria per lo stile di vita del 23enne, a prescindere dal suo orientamento sessuale.