Il Cimitero delle Fontanelle è uno dei luoghi più suggestivi di Napoli. Si trova nel cuore del centro storico, all'interno del Rione Sanità ed altro non è che l'antico camposanto della città partenopea che conserva oltre 40mila resti di persone morte durante la peste del 1656 e il colera del 1836. E' possibile effettuare visite guidate nel sito, che risulta affascinante a turisti e cittadini per le numerose leggende che lo circondano e per il cosiddetto culto delle anime pezzentelle. Ecco, di seguito, tutte le informazioni utili per trascorrere una giornata all'insegna della storia e della tradizione napoletana.

Come arrivare | Orario e prezzi | Storia | Culto delle anime pezzentelle | Leggende

Cimitero delle fontanelle
in foto: Ingresso del Cimitero delle Fontanelle

Come arrivare al Cimitero delle Fontanelle

Il Cimitero delle Fontanelle si trova in via Fontanelle 80, nel cuore del Rione Sanità di Napoli. E' consigliato arrivare in questa zona con i mezzi in pubblici: in particolare, basta prendere la linea 1 della metropolitana, scendere alla fermata "Materdei" e proseguire per qualche metro a piedi. Se si è con la macchina, invece, bisogna prendere l'uscita "Capodimonte" della tangenziale e da qui seguire le indicazioni. La parte più difficile è trovare parcheggio: potete cercarlo nei pressi del vicino Ospedale San Gennaro oppure potete far sostare le vetture nel garage a pagamento Costantino Service, che si trova in via Tommasi Salvatore.

Orario e prezzi della visita al Cimitero delle Fontanelle

Il Cimitero delle Fontanelle è aperto tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 17:00. L'ingresso è sempre libero. Fate attenzione alle truffe di chi vi propone il pagamento di un biglietto per accedere al sito, perché non è previsto.

Visite guidate

Sono gratis tutte le domeniche a partire dalle 10:00. Per quelle private, invece, il prezzo è di 50 euro per due persone, 70 euro da 3 a 5 persone, 80 euro da 6 a 10 e 100 euro da 11 a 16. Per ulteriori informazioni e per prenotazioni di visite per gruppi di numero superiore a quello indicato potete chiamare il numero 3389652288 oppure consultare il sito internet dedicato.

Breve storia

Il Cimitero delle Fontanelle si sviluppa in una zona di Napoli anticamente destinata ad accogliere i cimiteri cristiani. Da oltre quattro secoli il sito, che si sviluppa all'interno di caratteristiche cave di tufo, conserva i resti di tutti coloro che non potevano permettersi una degna sepoltura e delle vittime delle numerose epidemie che hanno più volte colpito la città, come la peste del 1656, che provocò più di 300 morti, e il colera del 1836. A questi si aggiunsero in una fase successiva le ossa provenienti dalle terresante, cioè le sepolture ipogee delle chiese che furono bonificate dopo l'arrivo dei francesi di Gioacchino Murat. I corpi venivano portati qui dai cosiddetti "salmatari".

Nel 1872 il cimitero fu aperto al pubblico, quando il canonico Gaetano Barbati, aiutato dall'allora vescovo Sforza, riuscì ad effettuare una sistemazione dei resti secondo la tipologia delle ossa (crani, tibie, femori) nello stato in cui ancora oggi si vedono e tutte anonime, ad eccezione di due scheletri: quello di Filippo Carafa Conte di Cerreto dei Duchi di Maddaloni, morto il 17 luglio 1797 e di Donna Margherita Petrucci nata Azzoni morta il 5 ottobre 1795. Entrambi riposano in bare protetti da vetri. Per anni in preda all'abbandono e al degrado, il luogo è stato chiuso e poi riaperto prima nel 2002, ma solo per pochi giorni in occasione del "Maggio dei Monumenti", e poi definitivamente nel 2010.

Cos'è il culto delle anime pezzentelle

La storia del Cimitero delle Fontanelle è intimamente legata al cosiddetto culto delle anime pezzentelle, cioè le anime del Purgatorio che, secondo la tradizione, vivono in questo luogo. Il sentimento di pietas nei confronti di queste anime era talmente forte che, fino alla metà del Novecento, molte donne napoletane adottavano un cranio (detto capuzzella), pregando per l'omonimo defunto (chiamato "anima pezzentella", cioè abbandonata) per donargli il "refrisco", affinché quest'ultimo, una volta giunto finalmente in paradiso, potesse concedere loro grazie in segno di riconoscenza. I teschi scelti, rigorosamente anonimi, venivano spesso conservati in scatole di vario materiale, ancora oggi visibili, in segno di adozione da parte dei fedeli. Si tratta, tuttavia, di una pratica di culto delle anime del Purgatorio che la Chiesa cattolica ha vietato ufficialmente a metà del secolo scorso.

Le leggende del Cimitero delle Fontanelle

Numerose sono le leggende legate ai teschi che sono conservati nel Cimitero delle Fontanelle. Tra le più famose, c'è di certo quella del Capitano. Secondo la tradizione, una giovane promessa sposa, molto devota al teschio del capitano, si recava spesso per chiedere una grazia. Ma il fidanzato di lei, geloso delle attenzioni che la ragazza destinava al teschio, un giorno volle accompagnarla e con un bastone lo colpì all'occhio (da qui l'aition dell'orbita nera), mentre deridendolo lo invitava a partecipare al loro matrimonio. Il giorno delle nozze, si presentò alla cerimonia un carabiniere che colpì lo sposo, accecandolo. Togliendosi il mantello, apparve per quel che era, cioè uno scheletro. I due innamorati e gli invitati morirono poi sul colpo.

La capa che suda

Un'altra leggenda molto famosa è quella di donna Concetta, detta anche "a capa che suda". La particolarità di questo teschio, posto all'interno di una teca, sta nel fatto che, rispetto agli altri tutti ricoperti da polvere, appare ben lucidato. Probabilmente, ciò è dovuto all'eccessiva umidità del luogo, ma per i devoti si tratta di acqua purificatrice. Basti pensare che secondo la tradizione, anche donna Concetta si presta a esaudire delle grazie e per verificare se ciò avverrà, basta toccarla e verificare se la propria mano si bagna.