Chiuso il Mamamu, uno dei locali storici della musica dal vivo di Napoli: blitz della polizia locale ad Halloween

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Chiuso uno dei locali simbolo della musica dal vivo della movida a Napoli. Sequestro penale della Polizia Locale dopo degli esposti. Proteste dei cittadini e solidarietà di associazioni e gestori.

Chiuso dalla polizia locale il Mamamu di via Sedile di Porto, uno dei locali storici della musica dal vivo a Napoli. Attivo da oltre 30 anni, il locale è uno dei punti di riferimento della movida cittadina partenopea. Il sequestro penale è arrivato nel weekend di Halloween. I caschi bianchi dell'Unità Operativa Avvocata hanno eseguito un'ispezione e apposto i sigilli. Secondo quanto si apprende, tra i rilievi contestati l'assenza di autorizzazione di pubblico spettacolo e una presunta difformità edilizia per un soppalco. La chiusura del locale ha suscitato le proteste dei clienti e dei tanti estimatori dell'attività portata avanti in questi anni dai gestori, che hanno fatto del locale un punto di attrazione nella stradina del centro storico, a ridosso di Corso Umberto, contribuendo alla riqualificazione della zona e offrendo uno spazio di esibizione per tante band napoletane e non solo emergenti. I controlli della Polizia Locale sarebbero scattati, a quanto si apprende, a seguito di alcuni esposti arrivati per gli eventi svolti nel locale. I gestori potranno impugnare l'atto e fare ricorso, rispondendo alle contestazioni e presentando istanza di dissequestro.

La solidarietà del quartiere e dei comitati della movida

Sono tantissimi gli attestati di solidarietà e vicinanza arrivati dai comitati della movida e dagli altri gestori di locali della zona, che stanno protestando con l'hashtag "Spegnete la Città". "Il Mamamu – si legge in uno dei tanti messaggi di solidarietà – è realmente da trent'anni uno dei pochissimi, rarissimi spazi dedicati alla ricerca". "Ieri sera – si legge in un altro post – alle 23,30 il Mamamu, storico locale per la musica dal vivo di via Sedile di Porto, è stato sequestrato e messo sotto sigilli dalla polizia locale. Non centrano l'asporto e i tavolini, non centra il sonno dei residenti, in quel momento le persone erano dentro il locale e ballavano.Si tratta di un pretesto legato a una miriade di cavilli burocratici. C'è un problema politico enorme. Da ieri la città perde l'ennesimo spazio di musica e socialità. Impera ormai una concezione della cultura come brandizzazione fine a se stessa, che serve solo ad attrarre spettatori passivi, e dove qualunque idea di sperimentazione e di permanenza viene fatta fuori".

La contestazione delle associazioni culturali

"Apprendiamo con profonda amarezza e indignazione – si legge in una nota dell'associazione Vault Lab – la notizia della chiusura forzata dello storico locale Mamamu, eseguita dai rappresentanti del Comune di Napoli. Parliamo dello stesso Comune che, paradossalmente, si vanta pubblicamente di essere motore di una città vicina alla cultura e ai giovani. Questa è, evidentemente, la città che le istituzioni vogliono costruire e nella quale ci vogliono costringere a vivere: un tessuto urbano fatto di attività e posti storici chiusi, di spazi di aggregazione ridotti al silenzio e di totale assenza di tutele. Un modello che preferisce i grandi eventi patinati, l’overtourism da macellai alle realtà che, dal basso, mantengono viva l'identità culturale e sociale del territorio ogni singolo giorno".

"In qualità di operatori culturali, musicisti e attivisti del Terzo Settore – prosegue la nota – attraverso l’associazione Vault Lab, viviamo quotidianamente le difficoltà e i sacrifici necessari per creare spazi di espressione musicale in Campania. Chiudere un presidio storico come il Mamamu significa spegnere l'ossigeno alla Napoli sotterranea, indipendente e reale, per sostituirla con una vetrina senz'anima. Esprimiamo la nostra totale e incondizionata solidarietà ai gestori, ai lavoratori del Mamamu e a tutta la comunità artistica che ruota intorno a questo spazio. Non possiamo restare in silenzio di fronte all'ennesimo schiaffo alla cultura indipendente nel capoluogo Campano! Vault Lab e il collettivo artistico ad essa collegato invitano tutte le realtà associative, le band e i cittadini a fare rete e a supportare attivamente i canali ufficiali del Mamamu per qualsiasi iniziativa di protesta e solidarietà che verrà intrapresa nelle prossime ore. Se dovesse servire potremmo anche metterci in contatto con i gestori ed aiutarli con campagne di solidarietà ed eventuali donazioni come abbiamo sempre fatto in questi anni".

Lettera a Manfredi e all'assessora Armato

Mentre altri cittadini con la cantautrice Micaela Tempesta hanno sottoscritto una lettera aperta al sindaco Gaetano Manfredi, all' assessora alla Cultura e al Turismo Teresa Armato, all'avvocato Ferdinando Tozzi, responsabile della musica del Comune di Napoli, : "Negli ultimi anni abbiamo visto una gestione imprudente della "notte" napoletana, notte che comprende i tanto odiati baretti ma anche tutti quei posti che negli anni hanno dato spazio alla cultura musicale emergente napoletana". "Per anni lo slogan con cui vi siete vantati è stato Napoli Città della Musica. La musica ha bisogno di spazi non di concerti di grandi produzioni. La musica napoletana deve poter crescere dal basso com'è stato fatto fino a dieci anni fa , concedendo ai locali adibiti la possibilità di dare uno spazio ai giovani musicisti".

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