video suggerito
video suggerito

Chiesto l’arresto per Giovanni Zannini, il consigliere regionale è indagato per corruzione

La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’arresto per il consigliere regionale Giovanni Zannini (Forza Italia) e il divieto di dimora per gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, coinvolti in una indagine per corruzione e concussione.
A cura di Nico Falco
61 CONDIVISIONI
Giovanni Zannini
Giovanni Zannini

La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l'arresto per Giovanni Zannini, consigliere regionale ex deluchiano e ora in quota Forza Italia, coinvolto in una inchiesta per corruzione e concussione; nell'ambito della stessa indagine è stato chiesto il divieto di dimora per gli imprenditori Luigi e Paolo Griffo, padre e figlio, di Castel Volturno (Caserta), titolari dell'azienda Spinosa Spa, che produce mozzarella di bufala campana Dop e derivati.

Chiesto arresto per Zannini, interrogatorio il 4 febbraio

Zannini, eletto alle Regionali 2020 con la lista "De Luca Presidente", nella scorsa legislatura era stato presidente della VII Commissione del Consiglio regionale, quella sull'Ambiente; alle ultime elezioni, a novembre 2025, dopo avere cambiato casacca, è stato rieletto con Forza Italia con 31.932 preferenze.

Le accuse nei suoi confronti sono di avere ricevuto favori da imprenditori in cambio di suoi interventi presso la Regione e un comune del Casertano. Come prevede la Legge Nordio, il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere dovrà decidere sull'applicazione delle misure dopo l'interrogatorio a cui saranno sottoposti i tre indagati, fissato per il 4 febbraio.

Le accuse al consigliere Zannini

L'iscrizione nel registro degli indagati risale alla fine del 2024. Secondo le accuse, Zannini avrebbe fatto pressioni sul dirigente Asl Enzo Iodice, già sindaco di Santa Maria Capua Vetere ed ex segretario del Pd provinciale, affinché lasciasse l'incarico perché non aveva voluto acconsentire a sue richieste in merito a delle nomine; Iodice si era dimesso nel settembre 2023.

Sempre secondo le ricostruzioni degli inquirenti, Zannini si sarebbe impegnato a intervenire in Regione per risolvere problematiche di carattere amministrativo a vantaggio di Luigi Griffo e del figlio Paolo; in cambio avrebbe ottenuto una gita su un lussuoso yacht. Un altro imprenditore, Alfredo Campoli, avrebbe dato a Zannini due scooter per i figli in cambio del suo intervento presso il Comune di Teano in relazione ad un appalto nel settore ambientale.

Zannini si era all'epoca difeso dalle accuse dichiarandosi totalmente estraneo e pronto a fornire ai magistrati tutti i chiarimenti necessari e a esibire i bonifici per dimostrare di avere pagato sia il viaggio sia gli scooter.

61 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views