Chiara Jaconis, uccisa a 30 anni da una statuina a Napoli: richiesta nuova perizia balistica
Una nuova perizia balistica per accertare peso, traiettoria e altri dettagli sul corpo contundente che il 15 settembre del 2024 colpì e uccise Chiara Jaconis, la giovane turista padovana che si trovava a Napoli in vacanza con il fidanzato. La giovane rimase gravemente ferita alla testa in via Santa Teresella agli Spagnoli, nel cuore dei Quartieri, e nonostante i disperati tentativi dei medici dell'Ospedale del Mare, morì pochi giorno dopo il ricovero. Dopo lunghe indagini, sono finiti a processo i genitori di un ragazzo non imputabile, accusati di omicidio colposo in concorso per omessa vigilanza.
Dal canto loro, i due genitori, entrambi professionisti napoletani, si sono sempre dichiarati estranei ai fatti. L'incarico della nuova perizia balistica sarà conferito il prossimo 17 dicembre, durante la prossima udienza del processo. Sarebbero stati due gli oggetti che quel giorno sarebbero stati lanciati nel vuoto: due statuine egiziane. Entrambe si sono distrutte, e non è stato finora possibile capire quale dei due abbiano colpito la turista padovana. A richiedere la nuova perizia balistica è stata la difesa degli imputati al processo.
La morte di Chiara Jaconis portò ad una grande commozione nazionale: la ragazza, a Napoli in vacanza con il fidanzato, venne colpita poco prima di rientrare a Padova, mentre facevano una passeggiata nei Quartieri Spagnoli, passando per via Santa Teresella agli Spagnoli. Qui, una telecamera di videosorveglianza riprese il passaggio dei due e anche gli ultimi istanti di vita della ragazza: si vede infatti qualcosa colpirla alla testa andando in frantumi, mentre la giovani finisce subito al suolo senza muoversi, tra le urla disperate del fidanzato. Portata poi al Vecchio Pellegrini, venne ricoverata d'urgenza all'Ospedale del Mare, dove morì pochi giorni dopo. Furono oltre duemila le persone che accorsero