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Morte di Chiara Jaconis a Napoli

Chiara Jaconis, turista uccisa a Napoli: non imputabile il 13enne che lanciò la statuina

“Non luogo a procedere per età non imputabile” per il 13enne che avrebbe lanciato la statuina. I genitori indagati per omicidio colposo per omessa vigilanza.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Il Tribunale per i Minori di Napoli ha emesso una sentenza di "non luogo a procedere per età non imputabile" nei confronti del 13enne che avrebbe lanciato dal balcone di casa una statuina che colpì Chiara Jaconis, turista padovana in vacanza a Napoli, uccidendola mentre passeggiava con il fidanzato nei Quartieri Spagnoli. Lo ha spiegato a Fanpage.it uno dei legali della famiglia Jaconis, l'avvocato Marco Ripa, contattato telefonicamente. Troppo gravi le ferite riportate dalla giovane quel 15 settembre del 2024: si spense dopo due giorni di agonia nell'ospedale del Mare di Napoli, nonostante i tentativi di salvarla da parte dei medici del nosocomio partenopeo.

Quest'oggi, per il 13enne che avrebbe lanciato la statuina, il non luogo a procedere vista l'età non imputabile: 13 anni all'epoca dei fatti. Tuttavia, la vicenda giudiziaria è ben lontana dall'essere chiusa: nei confronti dei genitori del bambino, infatti, è stato emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari. Nei loro confronti infatti il reato contestato è omicidio colposo per omessa vigilanza. Proprio domani, venerdì 13 febbraio, Chiara avrebbe compiuto 32 anni: una vita spezzata in via Santa Teresa degli Spagnoli in quel tragico 15 settembre del 2024, quando Chiara e il fidanzato si stavano concedendo un'ultima passeggiata prima di ripartire per Padova. Una vicenda che sconvolse tutta la città, e che portò subito a manifestazioni d'affetto nei confronti della famiglia della giovane, che morì due giorni dopo a causa delle ferite riportate. Un viaggio a Napoli che gli era stato regalato dal fidanzato, per i suoi 30 anni, e che le era accanto proprio negli istanti fatali in cui avveniva la tragedia.

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