video suggerito
video suggerito

Case popolari a Napoli, 9mila nuove domande per l’alloggio nel 2026. Ma bloccate centinaia di volture

Il bando della Regione Campania per gli alloggi Erp si è chiuso il 15 aprile. A Napoli sono arrivate oltre 9mila domande. Il Pd: “Gravi ritardi sulle pratiche”
A cura di Pierluigi Frattasi
0 CONDIVISIONI
Immagine

A Napoli sono oltre 9mila le famiglie che hanno fatto domanda per l'assegnazione di una casa popolare. Per la precisione, al bando della Regione Campania per l’inserimento nell’Anagrafe del Fabbisogno Abitativo e nelle relative graduatorie degli aventi diritto all’assegnazione di alloggi ERP, chiusosi il 15 aprile scorso, sono arrivate 9.179 richieste per il capoluogo partenopeo, su un totale di 45.726 per tutta la regione (il 44% in più rispetto al precedente avviso del 2022). Si aggiungono alle 20mila famiglie che vivono già in un alloggio popolare a Napoli e alle 20mila degli alloggi Acer, per un totale di circa 50mila famiglie.

In Campania sono 45mila le domande per l'Erp

A Napoli si tratta di un incremento di richiesta del 5% rispetto al bando del 2022, mentre se si analizzano gli altri capoluoghi di provincia, 1.522 domande (+20%) sono arrivate per il Comune di  Salerno, 537 domande (+32%) per il Comune di Avellino, 498 domande (+108%) per il Comune di Benevento ed infine 291 domande (+12%) per il Comune di Caserta. Una situazione che fotografa una grande richiesta di alloggi popolari, a fronte di disponibilità limitate. Mentre in questo contesto, a partire dal prossimo maggio, si avrà l'aumento dei canoni, che potrebbero subire rincari fino a 280 euro al mese.

Il Pd: "Gravi ritardi sull'Erp"

Una situazione potenzialmente esplosiva, sulla quale è intervenuto il Pd, attraverso il segretario metropolitano di Napoli, Francesco Dinacci, e il capogruppo consiliare PD Napoli, Gennaro Acampora, che venerdì 24 aprile scorso hanno scritto una lettera al sindaco Gaetano Manfredi e agli assessori Laura Lieto e Pier Paolo Baretta. Dinacci e Acampora parlano di "questioni imputabili a carenze e ritardi del Comune che destano preoccupazione e che richiedono un confronto puntuale e non più rinviabile".

"Solo 100mila euro usati sul fondo morosità da 3 milioni"

Una decina i punti critici rilevati dai due esponenti democrat. "Primo, le centinaia di pratiche di regolarizzazione o di voltura ancora in itinere, mentre diverse sono state esitate negativamente senza le necessarie valutazioni tese a ridurre i contenziosi". Fari puntati anche sul fondo regionale di oltre 3 milioni di euro per sostenere gli utenti ERP a rientrare dalla morosità: "è stato utilizzato per una cifra risibile (scarsi 100mila euro) e, nel contempo, molte richieste non sono state prese in considerazione".

C'è poi il nodo dolente degli aumenti del canone: "L'applicazione dell'aumento dei canoni con un enorme ritardo rispetto all'entrata in vigore (Gennaio 2025) con la necessità di chiedere agli utenti significativi conguagli e senza i possibili correttivi fondati sull'ubicazione e lo stato degli edifici ERP". "L'invio delle lettere con l'applicazione della nuova normativa – sottolineano – senza misure di correzione rischia di generare tensioni e speculazioni".

Inoltre, "il Piano di manutenzione straordinaria fondato sul mutuo BEI stenta a vedere la luce. Non è stato definito il regolamento per la rateizzazione delle morosità al fine di allinearlo con la normativa regionale (previsione fino a 120 rate). Non vi sono misure organizzative e finanziarie per consentire subito i subentri applicando la graduatoria regionale degli alloggi ERP che si liberano. Non è stato definito l'accordo con le organizzazioni sindacali per l'applicazione del canone concordato per gli alloggi non ERP di proprietà del Comune di Napoli. La presenza del Comune di Napoli all'Osservatorio regionale per la casa è sporadica e intermittente. L'osservatorio comunale per la casa non è mai decollato".

La proposta del Pd per il patrimonio

Il Pd ha chiesto un incontro all'amministrazione comunale, proponendo una serie di misure:

  • 1) una Delibera di consiglio comunale che definisca alcuni parametri per applicare i coefficienti più bassi previsti dalla normativa regionale per gli edifici più inadeguati e collocati ai margini dei quartieri;
  • 2) per le morosità si approvi subito il regolamento e si riapra la possibilità di rateizzo anche sulla base della normativa e dei fondi regionali;
  • 3) per le regolarizzazioni si utilizzino le risorse regionali e si adottino le misure organizzative e gli indirizzi amministrativi per esitare le pratiche di voltura e regolarizzazione valutando la possibilità di una riapertura dei termini;
  • 4) per l’aumenti dei canoni si chieda formalmente alla Regione di prorogare di due anni la norma che riduce al 50% l'aumento dei canoni stabilito dall'applicazione del nuovo regolamento al fine di armonizzare le diverse gestioni e non gravare sulle famiglie in questa fase delicata di spinta inflazionistica.
  • 5) per l’utilizzo della graduatoria assegnazioni desta preoccupazione che -al 2025- solo 12 alloggi ERP siano stati assegnati utilizzando la graduatoria 2022. È indispensabile varare misure efficaci per consentire subito l’assegnazione e l’utilizzazione degli alloggi che si liberano e su questo aspetto sollecitare anche l'Acer ad un lavoro comune;
  • 6) per la regolarizzazione del patrimonio non ERP è urgente definire regole e criteri dei canoni per il patrimonio abitativo non ERP al fine di eliminare situazioni irregolari e utilizzare al meglio anche questo parco alloggi. Sicuri dell'attenzione, si coglie l'occasione per porgere i più cordiali saluti rimanendo in attesa di un cortese riscontro.
0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views