10 Giugno 2021
13:47

Cani in catene e sommersi tra i rifiuti: il canile-prigione abusivo sequestrato nel Beneventano

Un canile abusivo con 43 meticci tenuti tra sporcizia, rifiuti pericolosi e lamiere pericolanti, oltre ad essere nutriti con scarti di macellazione bovina. I carabinieri di San Marco dei Cavoti, in provincia di Benevento, sono intervenuti ed hanno posto tutta l’area sotto sequestro. Denunciati marito e moglie responsabili della struttura.
A cura di Giuseppe Cozzolino
Uno dei cani all’interno del canile sequestrato, tra sporcizia di vario tipo.
Uno dei cani all’interno del canile sequestrato, tra sporcizia di vario tipo.

Cani tenuti tra i rifiuti pericolosi e letame, in condizioni igienico-sanitarie scadenti e legati con catene corte che gli impedivano anche i movimenti. Un canile intero quello sequestrato dai carabinieri della stazione di San Marco dei Cavoti, in provincia di Benevento. Denunciati in stato di libertà una donna ed un uomo del posto, che avevano realizzato la struttura senza minimamente occuparsi neppure delle più elementari precauzioni per i poveri animali che vi si trovavano all'interno: 43 gli "ospiti" di questa struttura, tutti meticci appartenenti a razze diverse, che ora sono stati affidati al personale veterinario.

Uno scenario desolante: ricoveri precari costruiti con lamiere arrugginite e fatiscenti, senza pavimentazione ed a contatto diretto con il terreno. Tutto intorno, rifiuti di vario tipo: speciali, pericolosi e non pericolosi, ammassati tra i cani che erano legati con catene cortissime che non gli consentivano quasi di muoversi. Cani che poi si è scoperto venivano, oltre che tenuti in condizioni igienico-sanitarie che precarie è dir poco, anche nutriti con scarti provenienti da macellazione bovina. A completare il quadro, anche un'area poco distante da quella dove si trovavano i cani dove venivano sistematicamente bruciati e depositati rifiuti di vario genere.

Al termine dei controlli, per la coppia è scattata una denuncia a piede libero: devono rispondere di maltrattamento di animali e deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Tutti i 43 cani salvati, sono stati affidati al personale veterinario, che ha provveduto anche a schedarli tutti attraverso il microchip (preludio all'iscrizione all'anagrafe canina), e sottoposti al "blocco sanitario", con l'obbligo per il canile di adeguare luoghi e modalità di custodia a proprie spese.

Uno dei cani all’interno del canile sequestrato, tra sporcizia di vario tipo.
Uno dei cani all’interno del canile sequestrato, tra sporcizia di vario tipo.
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