Un boss scomparso dalla circolazione da un mese e mezzo, due ragazzi feriti a colpi di pistola per non aver consegnato il Rolex, spacciatori minacciati, altri boss che lasciano il quartiere, un uomo picchiato e gambizzato, un altro boss che presto potrebbe lasciare il carcere. Tutto nel giro di pochi giorni, e nella stessa zona di Napoli. Episodi apparentemente scollegati, ma che potrebbero essere tutte tappe della stessa storiaccia di camorra che racconta il tentativo di ascesa di un boss emergente. Unendo i puntini, quello che viene fuori è la conferma di quanto tra i vicoli era già chiaro: c’è qualcuno che vuole mettere le mani su tutta l’area ovest di Napoli, e non è possibile farlo senza spargimenti di sangue.

Il boss Esposito irreperibile da luglio

Lo scossone a Bagnoli, e di conseguenza anche a Fuorigrotta e ad Agnano, è arrivato con la scarcerazione di Massimiliano Esposito, detto lo Scognato, rilasciato dopo oltre venti anni di carcere. Ex enfant prodige del clan D'Ausilio, durante la detenzione non aveva mai interrotto i rapporti col territorio. Anzi, rileva la Dda nei rapporti semestrali antimafia, il suo gruppo era rimasto attivo, guidato dalla moglie. La stessa famiglia, durante la prima fase dell'emergenza Covid, nel pieno del lockdown, era stata tra quelle che avevano organizzato delle raccolte con volontari per regalare la spesa. Da quando ha lasciato il carcere Esposito ha rigato dritto, fatta eccezione per delle segnalazioni delle forze dell'ordine che lo avevano sorpreso in strada con dei pregiudicati. Ma, rileva sempre la Dda, il suo ritorno nel quartiere potrebbe aver dato nuova linfa al gruppo criminale, che si è ritrovato nuovamente con un punto di riferimento in un momento storico in cui la malavita organizzata dell'area ovest non può contare su "pezzi da novanta" in libertà.

Dalla fine di luglio Esposito è irreperbile. Nonostante il boss sia sparito dalla circolazione, però, i segnali della sua "presenza" continuano: quasi ogni notte a Bagnoli vengono esplosi fuochi d'artificio e soltanto pochi giorni fa c'è stato l'ennesimo concerto di un neomelodico con tanto di strada bloccata illegalmente, organizzato da un parente per festeggiare un compleanno.

Cacciati i pregiudicati dal quartiere

Col ritorno in libertà di Esposito sarebbe partita la fase dei reclutamenti, delle minacce e delle intimidazioni. Al gruppo sarebbero riconducibili i due fucili mitragliatori trovati a febbraio in un appartamento tra Bagnoli e Agnano in una operazione della Polizia che portò all'arresto di quattro persone, tra cui un ragazzo che di è Esposito è considerato il braccio destro.

Via le persone legate agli altri gruppi criminali, in particolare quelle che erano state vicine ad Alessandro Giannelli, e tentativo di riunire sotto un'unica guida i pregiudicati di spessore. Negli ultimi mesi le forze dell'ordine hanno registrato lo spostamento di diversi volti noti, tra cui anche ex ras dei D'Ausilio, che hanno lasciato Bagnoli e Cavalleggeri per trasferirsi altrove. E sarebbero nati altri contrasti, in particolare con i Contini, a cui alcuni pregiudicati minacciati sarebbero legati, che avrebbero portato alla rottura con i clan dell'Alleanza di Secondigliano, macrogruppo di camorra a cui inizialmente il nuovo clan era vicino.

Gli accordi tra clan per spartirsi Napoli ovest

Tra chi avrebbe sposato la nuova causa ci sarebbe il clan Mele di Pianura, anche quello decapitato dalle inchieste giudiziarie: si sarebbe schierato a fianco del gruppo che fa capo ad Esposito, garantendo quindi l'appoggio anche nel popoloso quartiere periferico. Nello stesso calderone di camorra sarebbero poi confluiti altri piccoli gruppi della zona, come quello dei Bitonto, e vecchi dausiliani. Dall'altro lato, invece, diversi gruppi del Rione Traiano, anche quelli decimati dagli arresti, e gli storici clan di Fuorigrotta. In questo scenario si colloca anche una possibile mina vagante: Alessandro Giannelli, secondo gli inquirenti riferimento di un gruppo criminale responsabile dell'escalation di violenze del 2016 tra Bagnoli e Cavalleggeri, potrebbe a breve lasciare il carcere dopo che le accuse più gravi a suo carico sarebbero cadute.

La rapina sotto la galleria Laziale: "Volevano il Rolex"

La notte dell'8 agosto due ragazzi vengono feriti a colpi di pistola mentre sono su uno scooter sotto la galleria Laziale, in direzione Mergellina. I due, di Pianura, hanno dichiarato alle forze dell'ordine che si è trattato di un tentativo di rapina: sarebbero stati aggrediti da una coppia di criminali che voleva loro portare via il Rolex. Una versione che non ha mai del tutto convinto gli inquirenti e che presenta diversi punti oscuri. Anche perché uno dei due feriti, Pasquale D'Anna, è figlio di un pregiudicato molto noto a Pianura e il sospetto era che dietro quel ferimento ci fosse altro. Sospetto reso ancora più forte da quello che è successo qualche settimana dopo: intorno alle 23 del 31 agosto l'auto del padre del ragazzo, Salvatore D'Anna, è stata colpita con tre proiettili mentre era parcheggiata in via Torricelli, a Pianura.

Gambizzato uomo del clan Zazo

L'ultimo episodio che, secondo una delle ipotesi investigative, potrebbe far parte di questa storia è avvenuto il 4 settembre. Vincenzo Scodellaro, 41 anni, pregiudicato ritenuto vicino al clan Zazo, è stato gambizzato in via Campegna, a Fuorigrotta. Si sarebbe trattato di una spedizione punitiva: sarebbe stato raggiunto nei pressi di casa sua da una decina di persone che, dopo averlo picchiato e colpito con una mazza da baseball, gli avrebbero sparato alle gambe. L'uomo è stato dimesso con 15 giorni di prognosi.