“Paola aveva il desiderio di rincontrare la sua famiglia ma ha subito solamente minacce di morte. È una situazione davvero devastante per tutti”. A rivelarlo a Fanpage.it è Daniela Falanga, presidente Arcigay di Napoli, che ha incontrato Ciro Migliore e sua madre il giorno dopo l'incidente stradale in cui Maria Paola Gaglione, 18enne di Caivano, ha perso la vita in circostanze ancora da chiarire, mentre era in scooter assieme a Ciro, in un incidente nel quale è coinvolto anche il fratello di lei Michele, attualmente in carcere. E in un'intervista al Corriere della Sera anche Rosa, la mamma di Ciro, racconta di aver ricevuto minacce dai familiari di Paola: “Vennero a casa mia e mi minacciarono che mi avrebbero bruciato la bancarella. Ma io ho fatto la denuncia”.

La storia d'amore dei due ragazzi, Ciro Migliore, 22 anni, nato biologicamente donna, ma in transizione verso il sesso maschile, e Maria Paola Gaglione, 18enne morta sabato in un incidente stradale in motorino, dove era in sella con Ciro, entrambi inseguiti dal fratello di lei Michele, sembra fosse circondata da un clima di tensione, dove, secondo quanto racconta Daniela Falanga a Fanpage.it non sarebbero mancate anche le minacce. Questo te l'ha detto Ciro? “Sì – risponde Falanga a Fanpage – e la madre di Ciro ci teneva a dire che vuole che il fratello della ragazza paghi per quanto ha fatto, paghi per questa cosa inaudita. Ciro sta male e vive una situazione estremamente drammatica. Per fortuna ha la madre che lo accompagna ed è un grande pilastro in questo momento”.

Falanga: “Ciro è stato minacciato di morte ripetutamente”

Dopo averlo incontrato, prosegue Falanga, Ciro “piangeva, non aveva assolutamente cura per il suo copro che è stato interessato nell'incidente, ma chiedeva di poter rivedere la sua compagna prima dell'ultimo saluto. Mi ha descritto una situazione di grande negazione in cui sono stati minacciati di morte ripetutamente, quindi era qualcosa che in qualche modo si aspettavano”. “La madre di Ciro – prosegue Falanga – è molto supportiva anche rispetto all'identità di genere di suo figlio. Noi lo aiuteremo attraverso un contributo importante, gli faremo incontrare gli psicologi che lo aiuteranno ad attraversare questo momento di lutto".

Ancora tutte da chiarire le dinamiche che hanno portato all'incidente stradale e alla morte di Paola. La famiglia della ragazza sostiene che il fratello Michele non c'entri e che volesse solo parlare con la sorella perché non accettava la relazione con Ciro, ragazzo trans. Michele ora è in carcere, nell'attesa che si chiarisca la vicenda, mentre Ciro è ricoverato alla Villa dei Fiori ma non in pericolo di vita. Sulla dinamica dell'incidente, “Ciro – spiega Falanga – ha chiarito quali fosse le dinamiche, ma lo diranno lui e la madre. Mi chiedono che il fratello paghi per quanto commesso. Gli hanno rubato la vita. Vuole solo rivederla. È sconvolto per quello che sta ascoltando e perché legge di cose non vere. È un momento terribile si sta presentando tutto l'orrore”.

Paola provò a parlare con la sua famiglia, trattata malissimo

“Ciro in ospedale chiedeva di poter rivedere assolutamente la sua compagna, prima dell'ultimo saluto avevano in progetto di andare a vivere insieme. Paola l'avrebbe accompagnato nel percorso di transizione che stava per cominciare. Ciro è già un uomo, investiva nella libertà del suo sentire, ma gli è stato negato in maniera così profonda da togliergli una parte della sua esistenza”. Ti ha mai detto se ha mai provato a parlare con la famiglia di Paola? “So che lo ha fatto Paola, ma è stata trattata malissimo”.

La mamma di Ciro: “La famiglia di Paola venne a casa e mi minacciò”

Un clima difficile, quindi, come si legge anche nel racconto di Rosa, la madre di Ciro, al Corriere della Sera: “Sono perfino venuti a casa mia — dice Rosa — Erano in cinque, c’era il fratello della ragazza, il padre e pure altri parenti. E mi hanno minacciato, hanno detto che se mio figlio non l’avesse lasciata se la sarebbero presa anche con me, mi avrebbero bruciato la bancarella. Ma io la denuncia non l’ho fatta”. Mentre Ciro racconta: “Dicevano che io a Maria Paola l’avevo infettata. Non lo dicevano a me personalmente, però nel quartiere lo andavano ripetendo continuamente. Ma come si può pensare una cosa così? E come ha potuto pensare di fare quello che ha fatto?”.