«Paola la amo più della mia stessa vita, non immaginavo tutto questo, volevo stare io al suo posto. Mi manca, la amerò sempre». Ciro Migliore è ricoverato alla clinica Villa dei Fiori di Acerra mentre pronuncia queste parole. La sua fidanzata Maria Paola Gaglione, è morta in circostanze ancora da chiarire, dopo un incidente stradale in cui è coinvolto anche il fratello Michele. Non sente il dolore fisico, ma solo quello del distacco dalla sua giovane fidanzata.

Ciro e Maria Paola Gaglione, negli ultimi istanti della loro vita insieme, sono a bordo di un motorino guidato dal giovane. La loro relazione va avanti da 3 anni e progettano di andare a convivere. Ciro è un ragazzo trans, che ha davanti a sé un percorso per affermare la sua identità, che nel suo animo è già chiara. Così come per Paola, che ha scelto a 18 anni di dividere la sua vita con lui. Quella sera, poco lontano da Caivano dove la famiglia della giovane vive, Michele Antonio Gaglione, il fratello di Paola, secondo prime ricostruzioni, insegue anche lui a bordo di un motorino i ragazzi. Secondo quanto afferma la famiglia, che ha affidato al parroco Don Maurizio Patriciello la loro versione dei fatti, Michele voleva convincere la sorella a non portare avanti la relazione, parlandole. Secondo invece prime ricostruzioni, ancora da accertare, Michele avrebbe speronato o quanto meno toccato il motorino su cui viaggiava la coppia. L'incidente che ne sarebbe poi scaturito è stato fatale per Paola, morta sul colpo. Don Maurizio Patriciello ha spiegato che, secondo quanto dice la famiglia, Michele avrebbe tentato di rianimarla e non voleva ucciderla. Michele ora si trova in carcere a Poggioreale in attesa dell'udienza di convalida. Secondo le prime ricostruzioni non avrebbe accettato la relazione della sorella con un ragazzo trans.

Mentre il lavoro degli investigatori va avanti, Ciro si trova ricoverato nel reparto di ortopedia e non è in pericolo di vita. A incontrarlo e Daniela Falanga, presidente di Arcigay Napoli che lo abbraccia e gli offre tutto il supporto necessario. «Sta male, vive una situazione estremamente drammatica. Per fortuna ha la madre che lo accompagna ed è un grande pilastro in questo momento. Piangeva, racconta Daniela Falanga, non aveva assolutamente cura per il suo corpo che ovviamente è stato interessato nell'incidente. Chiedeva di poter rivedere assolutamente la sua compagna prima dell'ultimo saluto. Mi ha descritto una situazione di grande negazione, in cui, continua Falanga, sono stati minacciati di morte ripetutamente. La ragazza aveva il desiderio, il bisogno, di incontrare la propria famiglia, è una situazione davvero devastante per tutti. La madre di Ciro, sostiene Falanga, tiene a dire che vuole che il fratello della ragazza paghi per quanto ha fatto. La madre è molto supportiva e lo è stata sempre anche rispetto all'identità di genere del figlio».